Finge una malattia e truffa l’anziano
CESIOMAGGIORE. Il suo fegato stava bene, non aveva bisogno di un trapianto. Molto meno stavano le tasche di un anziano di Cesio che aveva truffato per più di 21 mila euro e al quale aveva violato il domicilio, rubandogli altri 100 euro in contanti. Il marocchino Mohammed El Aamari è finito a processo per truffa continuata, violazione di domicilio e furto aggravato. Secondo l’accusa della procura della Repubblica, l’uomo, che per guadagnarsi da vivere fa il venditore porta a porta dal basso all’alto Feltrino, aveva preso di mira una persona particolarmente sensibile e anche con una certa disponibilità economica. Si era inventato una malattia epatica, non meglio identificata, per la quale gli era assolutamente necessario un organo nuovo. E a suo dire non c’erano altre possibilità, se davvero voleva salvare la pelle.
Raccontava di essere in contatto con la famiglia in Maghreb, ma che i soldi chiesti ai genitori non arrivavano. Il bonifico tardava e questo lo costringeva ad arrangiarsi in maniera diversa, perché di tempo da perdere non ce n’era, viste le sue condizioni di salute. E dunque chiedeva dei prestiti, assicurando che li avrebbe restituiti, cosa che invece non succederà mai. Ha insistito parecchio con l’anziano di Cesio, tanto da farsi consegnare in più occasioni una somma complessiva di 18 mila 340 euro, ai quali bisognerà aggiungerne altri tremila. Il patto prevedeva che un bel giorno i conti sarebbero tornati. Intanto El Aamari incassava e la sua vittima si trovava in uno stato di sempre maggiore disagio, tanto più che la storia è andata avanti dal luglio al dicembre 2012. Sei mesi di richieste e di solti prestati.
Tra i mesi di ottobre e novembre, il marocchino è entrato più volte nell’abitazione dell’anziano e c’è rimasto, malgrado il parere contrario del padrone di casa che non era per niente d’accordo con queste più o meno frequenti invasioni dei suoi spazi. A maggior ragione perché, il 14 dicembre dello stesso anno, non solo si sarebbe introdotto nella casa, ma ne avrebbe approfittato per impossessarsi del portafoglio del cesiolino, nel quale erano custoditi 100 euro in banconote di diverso taglio. Da quanto risulta, una da 50, due da 20 e una da 10. E scatta dunque anche l’accusa di furto con l’aggravante della destrezza. L’imputato è difeso dall’avvocato Resenterra, ieri sostituita da D’Agostini.
Il giudice Riposati ha rinviato al 22 marzo dell’anno prossimo per il completamento della fase istruttoria. Seguiranno la discussione, a cominciare dalla requisitoria del pubblico ministero Rossi e la sentenza di primo grado.
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