Nuovo dirigente in Comune a Belluno a sei mesi dalle elezioni. La critica: «Meglio due operai in più»
Affondo di Resistere Veneto sulle modifiche alla macrostruttura comunale. Rasera Berna (Insieme per Belluno): «Si appesantisce la struttura senza risolvere i reali problemi»

A pochi mesi dalle elezioni l’amministrazione modifica ancora la macrostruttura comunale. Stavolta aggiungendo un incarico dirigenziale.
La decisione è stata presa con delibera di giunta qualche settimana fa, e di recente ha scatenato la dura presa di posizione della sezione di Belluno di Resistere Veneto, secondo la quale sarebbe stato meglio assumere due impiegati o due operai in più, visti i continui disservizi cui devono far fronte i cittadini per la cronica carenza di personale a Palazzo Rosso. Anche il consigliere di Insieme per Belluno Francesco Rasera Berna mostra non poche perplessità: «A sei mesi dalla fine del mandato, che senso ha?», afferma.
La decisione
La decisione di aggiungere un dirigente all’organico nasce dalla necessità di dividere l’area tecnica da quella di governo del territorio. Oggi entrambe sono sotto la guida dell’ingegner Tonon.
Ma l’ambito tecnico, si legge nella delibera di giunta con la quale è stata approvata la modifica alla macrostruttura comunale, “è assorbito in modo preminente dalla gestione operativa dei cantieri, dall’attuazione dei progetti di investimento, dall’efficientamento energetico e dalla manutenzione ordinaria e straordinaria del patrimonio pubblico”. L’ambito governo del territorio (urbanistica ed edilizia) attiene invece ad una visione strategica di pianificazione di medio e lungo periodo, ma si occupa anche di mobilità, traffico, parcheggi, trasporto pubblico locale, gestione dei progetti in materia ambientale.
Dividere i due settori, assegnando ciascuno ad un dirigente (e quindi aggiungendo una figura di vertici nell’organico di Palazzo Rosso) permetterà di “rispondere con maggiore tempestività ai cittadini e ai professionisti”, “alleggerire la catena di comando, velocizzando gli aspetti decisionali” e di ottimizzare le risorse.
Resistere Veneto
Duro l’attacco della sezione di Belluno di Resistere Veneto, che solleva dubbi soprattutto sulle tempistiche dell’operazione: la prossima primavera si vota per il rinnovo del consiglio comunale e una decisione del genere andrà ad incidere «con un notevole impegno economico, anche per il futuro». Il Comitato ricorda quindi i continui disservizi lamentati dai cittadini, a partire dalle lunghe code agli sportelli e dai ritardi in merito agli interventi sul territorio.
Per Resistere Veneto le priorità dell’ente locale dovrebbero essere altre, ovvero potenziare la base operativa invece che i vertici. Per i cittadini, che ogni giorno fanno i conti con la lentezza della macchina burocratica, due impiegati o due operai sono decisamente più utili di un dirigente, evidenziano dalla sezione di Belluno del comitato. Tanto più alla luce della cronica carenza di personale «che di certo non si risolverebbe con un dirigente in più, bensì immettendo forze fresche laddove c’è reale bisogno di sbrigare pratiche e dare risposte concrete alla cittadinanza».
Rasera Berna
Anche dall’opposizione consiliare si alzano voce critiche. Una è quella del consigliere di Insieme per Belluno Francesco Rasera Berna, che in luglio aveva fatto un’interrogazione per avere chiarezza. La risposta ha confermato che la macrostruttura sarebbe stata modificata, aggiungendo un posto dirigenziale in organico.
«Farlo a fine mandato che senso ha?», afferma Rasera Berna. «Anche in relazione al carico di lavoro che difficilmente può essere visto in prospettiva al termine, appunto, del mandato. Inoltre, davvero era questo il problema quando ci sono settori in grave sofferenza? Si pensi ai tempi - mesi - necessari a Belluno per la carta di identità, o alla continua recita della litania del rapporto abitanti/personale di polizia locale, benché il numero degli agenti addetti ai servizi esterni sia sostanzialmente rimasto immutato».
«Con questa decisione si appesantisce la struttura (costi compresi) ma si continua a non porre mano con coerenza al fabbisogno del personale».
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