Feltre: sospetto caso di Bse in neurologia

Un'anziana accusa sintomi simili alla «mucca pazza»
FELTRE.
Sospetto caso di encefalopatia spongiforme, impropriamente conosciuta come "sindrome della mucca pazza", all'ospedale di Feltre. La sintomalogia del paziente, che è una donna anziana ricoverata da un paio di settimane in neurologia, dal punto di vista neurologico è assimilabile a quella della malattia di Creutzfeld-Jacob, annoverata fra le demenze gravi progressive. La diagnosi, però, resta sospesa.

Nonostante in reparto si proceda agli accertamenti clinici del caso come Tac, risonanza magnetica e puntura lombare, eccettuati i reperti autoptici, cioè le analisi post mortem sul cervello, non esistono a tutt'oggi marker periferici che consentano una diagnosi in vita della malattia Creutzfeld-Jacob. Così per quanto i sintomi del paziente possano essere riconducibili all'encefalopatia spongiforme, continua a rimanere il dubbio che possa trattarsi, invece, di una forma grave di demenza. Nel dubbio diagnostico, l'équipe di neurologia coordinata dal primario Flavio Devetag ha notificato il caso al ministero della salute. Il paziente in carico, del resto, presenta disturbi neurologici come deficit della coordinazione motoria, rigidità muscolare, scosse muscolari involontarie.

La puntura lombare permette di prelevare il liquido fra le meningi per identificare la presenza di una proteina prodotta, in caso di morte, di numerosi neuroni.

Erano parecchi anni che in ospedale a Feltre non si riscontravano casi di questo tipo che pongono problemi diagnostici complessi. Gli ultimi, a memoria del primario Flavio Devetag, risalgono ad almeno cinque anni fa.

Ma il direttore medico di ospedale Lorenzo Tognon non drammatizza, soprattutto per non ingenerare preoccupazioni immotivate fra i cittadini sulla "fettina" che si compra in macelleria e che si serve in tavola. «Confermo che il caso preso in carico dalla nostra neurologia è stato notificato al ministero competente, come prevede la normativa», spiega il direttore. «Ma la sintomatologia riscontrata nel paziente, peraltro anziano, depone per una forma di demenza da trattare nei reparti di neurologia ma tutt'altro che infrequente. Con queste caratteristiche, si contano almeno due casi all'anno».

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