Federfarma attacca: la manovra Monti ci mette in difficoltà
BELLUNO
Federfarma Belluno prevede difficoltà nel servizio farmaceutico nei principali centri storici e nei paesi di montagna bellunesi se a prevalere saranno le logiche del mercato rispetto alla tutela dei bisogni della popolazione, specialmente delle fasce deboli.
Il riferimento è alla manovra del governo Monti, che contiene modifiche alla distribuzione dei farmaci di fascia C, cioé prescritti dal medico ma pagati interamente dal paziente. Nei comuni con più di 15 mila abitanti, come Belluno e Feltre, potrebbero essere venduti anche in punti vendita commerciali. «In tutti i Paesi europei il farmaco prescritto dal medico si prende in farmacia. Quella italiana sarebbe un’anomalia che risponde a logiche e interessi di mercato, ma i medicinali non sono merci comuni», dichiara Roberto Grubissa, presidente dell'associazione dei titolari di farmacia bellunesi e segretario nazionale del “Sunifar”, il sindacato delle farmacie rurali.
«Il governo sta scegliendo di scardinare un servizio prezioso per la collettività che funziona e che piace ai cittadini», afferma Grubissa, ricordando le indagini del Censis sull'apprezzamento dei servizi pubblici, «per far vendere vaccini e pillole nei centri commerciali. Nell'immediato le difficoltà saranno soprattutto sulle spalle dei farmacisti, ancora una volta penalizzati dalle politiche statali nonostante offrano un servizio prezioso ed efficiente. Ma nel tempo in centri storici di città come Feltre e Belluno, così come nei piccoli comuni di montagna, anziani e malati potrebbero incontrare serie difficoltà a reperire i farmaci. Purtroppo in montagna abbiamo già assistito ai risultati del prevalere degli interessi economici rispetto alla tutela dei servizi al cittadino. Ora sembra essere arrivato il turno delle farmacie, che grazie alla dedizione e alla professionalità di tanti farmacisti sono ancora un presidio fondamentale nei nostri paesi. Sono un servizio pubblico gestito da privati in maniera già ottimizzata, penalizzarlo significa metterlo in crisi».
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