Esplodono i listini dei cantieri: rifare le tribune del Polisportivo di Belluno costa il doppio

I costi delle materie prime sono esplosi. E la conseguenza è drammatica: le opere progettate (o pensate, con un minimo di quadro economico) anche solo un anno fa, oggi costano praticamente il doppio. È il caso dell’intervento al Polisportivo cittadino. I 3,7 milioni ottenuti dalla precedente amministrazione grazie al bando ministeriale che ha finanziato progetti di rigenerazione urbana, non sono assolutamente sufficienti per attuare il progetto. «Serve il doppio, fra i 7 e gli 8 milioni», allarga le braccia l’assessore ai lavori pubblici Franco Roccon.
Il Comune in questa fase si trova davanti a un bivio: ridurre gli interventi, in modo da spendere comunque i 3,7 milioni ma con un progetto più limitato; oppure trovare i soldi mancanti per effettuare l’intervento complessivo. Ci sarebbe anche una terza alternativa, rinunciare al finanziamento. Ma restituire 3,7 milioni non sembra essere una scelta logica, vista la penuria di risorse per i lavori pubblici.
Gli uffici di Palazzo Rosso da settimane sono al lavoro per chiudere tutti i progetti del secondo piano di rigenerazione urbana. Quello finanziato con 20 milioni di euro. I fondi sono del Pnrr, e hanno scadenze precise e stringenti: entro il 30 luglio devono essere consegnati i lavori alle imprese. Si parla di tredici progetti, che interessano ad esempio l’ex caserma dei vigili del fuoco di Mussoi, le scuole verdi di Cavarzano, l’Auditorium, il Nevegal, il belvedere in piazza Castello, la casa di riposo. È una corsa contro il tempo, che sta impegnando tecnici, dirigenti e amministratori.
Sul progetto di riqualificazione dell’impianto di piazzale della Resistenza c’è grande attesa anche da parte delle società che utilizzano la struttura, quelle di atletica e la Dolomiti Bellunesi su tutte. «Per il Polisportivo siamo in fase avanzata di progettazione, ma stiamo facendo un’analisi sui costi perché la cifra a disposizione non basterà per fare tutti i lavori», continua Roccon.
Nell’idea progettuale della precedente amministrazione, c’erano il rifacimento completo di tribune e spogliatoi (con demolizione e ricostruzione degli spalti, che risalgono agli anni Cinquanta), una razionalizzazione del piazzale antistante l’impianto, una miglior collocazione del chiosco (oggi struttura temporanea). Già allora si pensava a un progetto modulare, perché si immaginava che le risorse non sarebbero state sufficienti per tutto. La situazione odierna però è più seria: serve il doppio dei soldi per rifare tribune e spogliatoi.
«Rischiamo di lasciare i lavori a metà, e non è certo nostra intenzione agire in questo modo», continua Roccon. «Stiamo ragionando su quale sia la soluzione migliore da percorrere».
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