Dalla Spagna alle Dolomiti, i bellunesi a caccia all’eclissi perfetta

Centinaia di bellunesi sono partiti alla volta della penisola iberica: c’è chi ha scelto il nord, chi si fermerà al centro e chi punta a sud verso il Mediterraneo. Nel Bellunese bisognerà salire in quota per osservare lo spettacolo

Marcella Corrà
L’eclissi solare immportalata nel 2016 da Alessandra Masi in Indonesia
L’eclissi solare immportalata nel 2016 da Alessandra Masi in Indonesia

In viaggio verso la Spagna. Niente a che vedere con la politica (tema scottante di questi giorni), ma solo con il sole (anche lui piuttosto caldo). Decine o meglio centinaia di bellunesi sono partiti alla volta della penisola iberica: c’è chi ha scelto il nord, chi si fermerà al centro e chi punta a sud verso il Mediterraneo. Tutti a caccia dell’eclissi perfetta.

Stasera, tra le 19.30 e le 20.30, la luna coprirà il sole: il 100 per cento di copertura avviene abbastanza lontano dall’Italia, Groenlandia, Islanda, Portogallo e Spagna, ma lo spettacolo non mancherà neppure sullo stivale e nel Bellunese. Da noi la luna coprirà il 91 – 92 per cento del sole: il problema nasce dal fatto che l’eclissi avviene in un orario in cui, in questa stagione, il sole sta già tramontando. Quindi i tempi sono piuttosto stretti.

Vamos

Si ritroveranno più o meno in venti, quasi tutti bellunesi: il Gruppo astrofili Belluno è arrivato in Spagna. Paolo Bello ci ha risposto al telefono da Bordeaux:

«La nostra meta è Leon, in Castiglia». Leon si trova a nord di Madrid, verso Oviedo. Oltre ai famigliari di Bello, i figli e la moglie, reduce dal Cammino di Santiago, ci saranno altri bellunesi del Gab e dalle Canarie arriverà Adriano Ghedina, che è responsabile del telescopio Galileo dell’Istituto nazionale di Astrofisica. «Leon è il posto migliore che abbiamo individuato sulla base di alcuni parametri, serve uno spazio libero rispetto all’orizzonte», spiega Paolo Bello, che in Spagna ha portato la strumentazione del Gab.

Per la Spagna è partita anche Giorgia Hofer, astrofotografa cadorina che ha visto spesso i suoi lavori pubblicati dalla Nasa. «Credo che questa volta sarà difficile che venga scelta la mia foto, perché ci sono tanti fotografi preparati e bravi a caccia dello scatto giusto».

Non è la prima volta che Giorgia si muove in cerca dell’eclissi. Era accaduto dieci anni fa quando si era spostata in Indonesia e lei si ricorda pure dell’eclissi del 1999, vista non a Belluno ma in Austria. Per questo 12 agosto ha scelto Bilbao, Spagna del nord: «Non è proprio la zona più centrale, ma spero che ci sia meno gente, meno confusione».

In Spagna è arrivato pure il presidente dell’associazione astronomica feltrina Rheticus, Alain Jody Corso. Racconta Giuseppe De Donà, con cui è in contatto, che Corso è pronto a spostarsi a nord o a sud con la sua auto, valutando la presenza o meno di nuvole nel cielo.

Rischio nuvole

È l’incognita degli ultimi giorni. Gli appassionati di fotografia e di eclissi guardano con apprensione alle previsioni meteo. «Sono previsti dei temporali nel pomeriggio», spiega un’altra grande fotografa bellunese, Alessandra Masi, di Pieve di Cadore, «sulle cime delle montagne le nuvole possono persistere anche in serata, e quindi dobbiamo cercare di capire come si evolve la situazione».

Masi è in contatto con altri due appassionati, Tita Lorenza Fain e Giuseppe De Donà. Nessuno dei tre si muoverà dalle Dolomiti, ma tutti stanno ancora valutando dove andare.

«La mia idea principale è il monte Pizzoc sopra il Cansiglio», racconta Fain, «ci si arriva in macchina e c’è un bell’orizzonte libero. Anche nella parte alta di Col Indes dove ci sono le malghe si ha una buona visione. Certamente sul Pizzoc, con un grande parcheggio a disposizione, ci sarà una grande massa di fotografi, ma non va sottovalutato l’aspetto della condivisione di una esperienza così eccezionale».

Dove vedere l’eclissi

I consigli non mancano di certo. Paolo Bello indica le creste del Nevegal, dalla Casera (il punto più comodo perché si arriva in macchina), alla parte sommitale, dove ci sono i rifugi, guardando ad ovest. Giuseppe De Donà, studioso di astri di Sospirolo, allarga l’orizzonte al Feltrino: «Un posto buono è il Grappa, ma non sono male neppure Malga Garda e Campon d’Avena. Per quanto mi riguarda penso che potrei andare sul passo Giau».

Lì potrebbe incontrare Alessandra Masi, che quest’anno (dopo essere stata a Oregon negli Usa nel 2017 e in Indonesia nel 2016) ha deciso di preferire le Dolomiti. «L’orizzonte ad ovest deve essere libero» è il consiglio principale che danno tutti.

In altre parti delle Dolomiti si è deciso di facilitare l’accesso ai luoghi in quota, aprendo le funivie: sono i casi di Passo Rolle e di Plan de Corones. A Cortina invece l’eclissi non si può osservare, bisogna salire al Giau o sul passo di Valparola. Infatti, spiegano gli esperti di Cortina Stelle, il sole tramonta dietro le Tofane alle 19.17 quando l’eclissi non è ancora iniziata. Al passo Giau, invece, il massimo dell’eclissi sarà visibile alle 20.18. Proprio per questi motivi l’osservatorio di Col Drusciè non ha previsto alcun evento.

Gli orari

I tempi sono stretti: l’eclissi a Belluno comincia alle 19.27 di stasera, il termine, nel momento in cui il sole scende dietro le montagne, è attorno alle 20.10-20.15 (se si è in quota). Come detto il sole sarà coperto dalla luna per il 91-92 per cento, lasciando solo una piccola falce non coperta. Un viaggio lungo, quello verso la Spagna, per uno spettacolo che lì dura un paio d’ore: «Il destino degli astrofili è di fare tanta strada», conclude Paolo Bello.

 

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