«È un treno che va preso subito»

COMELICO. Ci credono fortemente gli amministratori del Comelico e Sappada. La “strategia aree interne” è una di quelle occasioni da non perdere. «Un treno che passa una volta e poi non più», ha detto lo stesso ex ministro Fabrizio Barca in chiusura del focus group di mercoledì.
Qualche dubbio può invece essere legittimo sulla scelta della Regione Veneto di selezionare quattro aree marginali, per sceglierne poi solo una da far entrare nel programma Stato- Regione: se sono tutte aree in difficoltà, che senso ha escluderne tre? In sintesi la “strategia aree interne" fortemente voluta dall'Unione Europea per frenare i fenomeni di spopolamento e abbandono delle aree marginali, prevede che siano finanziati progetti di sviluppo locale, purchè proposti e condivisi da tutta la comunità, miranti a migliorare le condizioni di vita e lavoro e di conseguenza a favorire la presenza sul territorio incrementando l'attrattività. Per questo, sia nella legge nazionali di stabilità e sia nei Piani operativi regionali, sono già previsti i fondi necessari all'avvio e alla prosecuzione dei progetti di sviluppo per una sola area regionale. Come ha detto nel suo intervento iniziale Mario Zandonella, designato quale "portavoce" dai sindaci dei sei comuni, il comprensorio del Comelico e Sappada ha delle enormi potenzialità che necessitano però di un sostegno forte, specialmente per quanto attiene ai servizi essenziali per la popolazione. Mercoledì si è parlato a lungo di sanità e sociale, con gli interventi del sindaco Alessandra Buzzo, e degli operatori Rosanna Quandel e Valentina Baiolla: di mobilità con il sindaco Marco Staunovo; di istruzione con la preside De Bernardo e il professor De Bon del corso per tecnici del legno a Santo Stefano; di imprenditoria e aziende con Ezio Alfarè dell'Appia. Molto rilevanti sono state anche le molte testimonianze portate dai giovani nei vari settori. L'esperienza di Lara Bettina, imprenditore agricolo in montagna, di Alberta De Zolt con l'attività ricettiva di famiglia in Val Visdende, o degli studenti Michele Zampol e Alessandro Bettini. Proprio il contributo dei giovani appassionati della loro terra, dove vogliono continuare a vivere anche nel futuro, è stata la nota più positiva che anche la commissione ha avuto modo di apprezzare. A prescindere dall'esito finale in merito alla scelta della Regione sull'area da selezionare. il lavoro svolto in queste settimane dai sindaci e dall'Unione Montana in collaborazione con i rappresentanti degli enti del territorio e gli operatori dei vari settori, costituisce un utile punto di partenza per le nuove amministrazioni local con riferimento alla programmazione degli interventi mirati allo sviluppo locale nei prossimi anni.
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