È scontro politico tra la Lega e il Pd sul ritorno allo Stato

belluno
Botta e risposta al vetriolo tra l’assessore regionale leghista, Gianpaolo Bottacin, e il deputato Pd Roger De Menech sui canoni e le concessioni idroelettriche, che sono improvvisamente tornati all’ordine del giorno in seguito a una proposta Pd che Bottacin definisce «Abominevole», perché, «cancella la svolta storica nel 2019 con il passaggio di opere, centrali, dighe e impianti alle Regioni.
Opposta la visione di De Menech, che ha presentato un emendamento: «Certezza per i territori delle risorse economiche derivanti dallo sfruttamento dell’acqua, maggiore controllo da parte degli enti locali e aumento dei canoni disponibili per i Comuni al momento del rinnovo delle concessioni. Dovesse essere approvato il nostro emendamento alla conversione del decreto legge Cura Italia, per il Bellunese sarebbe una svolta. Il compimento di 25 anni di battaglie per il controllo dell’acqua che finora hanno visto contrapposte le ragioni dei bellunesi a quelle della Regione dove a fare la voce grossa sono gli interessi della pianura». Alle Province montane, si legge nell’emendamento presentato dal Partito democratico, deve essere in ogni caso riversata da parte delle rispettive Regioni una quota, da stabilirsi con legge regionale, non inferiore all’80% dell’ammontare complessivo dei canoni demaniali percepiti per le concessioni di grande derivazione idroelettrica ubicate nelle predette Province montan».
Secondo De Menech: «Questo punto pone fine alle controversie aperte da anni con la Regione Veneto. In sintesi, i piani energetici vengono fatti a livello nazionale, le Regioni fanno le gare per assegnare le concessioni, ma i ristori economici e il controllo sono in parte preponderante a beneficio dei territori in cui sono installati gli impianti. Con questo emendamento si riconosce a livello nazionale la specificità delle province interamente montane, in particolare Belluno quale principale produttore nazionale di energia idroelettrica».
«Vergognosa la presa di posizione dell’onorevole De Menech che, preso con “le mani nella marmellata” cerca di nascondere goffamente l’autogol del PD», commenta l’assessore regionale Bottacin. «Un emendamento che, oltre a togliere autonomia alle Regioni, toglie anche risorse alla Provincia di Belluno. Nell’emendamento del PD è scritto che almeno l’80 percento dei canoni deve rimanere alle Province interamente montane. Nel progetto di legge che io ho proposto e approvato in giunta e che ora è in esame in consiglio regionale è scritto il 100 percento. Ennesima dimostrazione che quando vuole gestire lo Stato, si ha un depotenziamento delle autonomie territoriali. Quando gestisce la Regione no. Carta canta e villan dorme. Ancora una volta il PD è contro il Bellunese. Dopo la Delrio non potevamo aspettarci altro», dice l’assessore veneto. Per dare attuazione alla legge del 2019, infatti, «La giunta regionale ha già approvato un disegno di legge in materia, che ora è al vaglio del Consiglio e che dovrebbe diventare legge regionale entro la fine di questa legislatura», aggiunge l’assessore. «Con l’emendamento piddino si vorrebbero invece prorogare di dieci anni le concessioni già scadute agli attuali concessionari e riportare in mano allo stato la proprietà delle centrali, com’era fino al 2018, anziché agli enti territoriali come l’attuale normativa invece prevede. Per il welfare territoriale, per le province e i cittadini veneti, significherebbe molti milioni di euro in meno che, ancora una volta, sarebbero lasciati allo stato centrale». —
i.a.
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