È guerra “frazionale” per un posto auto Con il lavatoio a rischio

FALCADE. È un “pasticciaccio” quello che il Comune di Falcade dovrà cercare di risolvere sulla piazzetta Sant’Antonio a Villotta, uno dei nuclei storici del paese. Un triangolo di meno di un metro quadrato di terreno (che tecnici e amministratori forse non hanno considerato) rischia di creare una “crisi frazionale” che qualcuno teme si voglia risolvere abbattendo il lavatoio annesso alla fontana. A quel punto, però, scoppierebbe la guerra.
All’ingresso di Villotta un murales di Dunio ritrae una scena di vita di un tempo in piazzetta Sant’Antonio con la sua “brenta”: una ragazza dà da mangiare alla mucca; un bambino aspetta che il secchio, posto sotto il “cannone” della fontana, si riempia; una donna è intenta a fare il bucato al lavatoio. Subito dopo il parcheggio pubblico. «Otto posti auto per residenti e non», fa notare Sergio Schena di Agordo, proprietario di un’abitazione che si affaccia su piazza Sant’Antonio, «ma le auto a Villotta sono undici...».
Ed è proprio la questione legata agli spazi auto alla base del “pasticciaccio”. Da piazza Sant’Antonio, raggiunta su un asfalto malmesso, si scorge in fondo una bella abitazione in legno. «Era un tabià», ricorda Schena», che negli anni scorsi Italo Bortoli (già vicesindaco di Falcade, ndr) ha venduto al signore». Il signore è Fabio Bazan, un villeggiante di Treviso, proprietario, assieme alla moglie, della struttura nel tempo convertita in abitazione. Il 22 luglio 2015 i due hanno inviato al Comune di Falcade una proposta di riqualificazione della piazzetta che ha ricevuto il nulla osta della Soprintendenza dei Beni ambientali del Veneto, la quale ha però prescritto che la pavimentazione debba essere in pietra e non in lastre di porfido. Il Comune ha accettato la proposta, sottoscrivendo una convenzione con la quale i Bazan si sono impegnati a realizzare a proprie spese i lavori di riqualificazione della piazzetta pubblica (a firma dell’ingegner Livio Scardanzan e dell’architetto Michele Traldi) per 43.263,60 euro (41.943,60 euro per lavori e 1.680 euro per sicurezza).
L’accordo, tuttavia, non finisce qui. I Bazan hanno ceduto al Comune gratuitamente un’area di circa 6,38 metri quadrati da destinare al nuovo posizionamento della fontana esistente (che sarebbe dunque stata privata della sua centralità). Il Comune di Falcade, dal canto suo, ha dato a titolo gratuito ai Bazan il pezzo (7.43 metri quadrati) antistante la “nuova” fontana per realizzare un parcheggio per autoveicolo di persona con limitate capacità motorie, provvisto di apposito dispositivo che ne garantisca l’uso esclusivo da parte dei proprietari.
«La fontana, realizzata nel lontano 1951, era stata rimossa già nel 2015», spiega Sergio Schena, «e poi lasciata a Molino di Falcade dove sono andato spesso a pulirla e ad accertarmi che non rimanesse dentro acqua che, ghiacciandosi, l’avrebbe spaccata. Tre settimane fa è stata riposizionata nel nuovo spazio e capovolta: il lavatoio davanti, la “brenta” dietro». «Il problema», continua Schena, «è che adesso la macchina del signore lì, dove è stato creato il posto, non ci sta».
Davanti c’è il lavatoio, dietro un triangolo di terreno che appartiene ai quattro proprietari di un’altra abitazione della piazza che impedisce al suv di Bazan di trovare posto. Anche qualora l’auto ci stesse, essa si troverebbe davanti alla porta che permette l’accesso a un vano dell’abitazione stessa. Di conseguenza o i quattro cedono il triangolo a Bazan («ma di questo», dice uno dei proprietari, «non si è mai parlato»), o Bazan parcheggia un’auto più piccola.
Di togliere il lavatoio gli abitanti della frazione non vogliono nemmeno sentir parlare. Sulla questione il sindaco Michele Costa non risponde. «Ho un problema di disabilità», spiega invece Bazan che spesso parcheggia prima della piazzetta in divieto di sosta (cosa che può fare, purché non ostacoli il traffico, in quanto in possesso del tagliando per disabili), «avrei potuto chiedere uno stallo per disabili nel parcheggio pubblico, ma in questa maniera avrei portato via due posti bianchi. Ho chiesto al Comune quello spazio in piazza e mi è stato accordato. D’altronde sistemerò a mie spese tutta la piazzetta come ho già fatto per un tratto di strada comunale». –
G. San.
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