Droga in Valbelluna stroncato lo spaccio Si indaga sui legami

Dopo i maxi sequestri i carabinieri proseguono le indagini I militari vogliono capire se gli indagati lavorassero insieme 
Gigi Sosso

PONTE NELLE ALPI

Droga in Valbelluna: due denunciati e sequestri importanti, in pochi giorni. I carabinieri del Comando provinciale di Belluno continuano le indagini. Devono capire se, al di là della reciproca conoscenza e delle origini campane comuni, ci siano stati degli affari illegali tra gli indagati Carmine Petagna e Marco Palummo. E se l’uno possa essere stato il fornitore dell’altro.

Il 48enne Petagna è stato arrestato ai primi di agosto, in una casa popolare del quartiere cittadino di Cavarzano. Nella perquisizione, i militari del Nucleo investigativo gli hanno trovato quasi due chili di sostanze stupefacenti, oltre al materiale necessario al confezionamento delle dosi e ad alcuni bilancini di precisione. L’arresto è stato convalidato e l’uomo è stato posto agli arresti domiciliari.

Palummo ha qualche anno in meno e, nel suo caso, le perquisizioni sono state almeno due, a Ponte nelle Alpi, tra giugno e luglio. Durante la prima, i militari hanno rinvenuto oltre tre chili di marijuana e hashish in panetti, ma non nelle sue pertinenze, bensì nella cantina di un vicino di casa, che gli aveva fatto il favore di custodirgli uno scatolone, senza chiedersi cosa contenesse. Neanche un sospetto. L’indagato non risulta sottoposto ad alcuna misura cautelare. Nel secondo controllo, anche questo con l’aiuto di un cane del Nucleo cinofili, sono stati rinvenuti pochi grammi di sostanza. Il vicino non è formalmente indagato, ma è stato disposto un accertamento da parte del Racis del carabinieri di Parma, che ha il compito di individuare eventuali sue impronte digitali sul cellophane che sigilla i pani. L’uomo è sicuro che non ce ne possano essere, ma se dovessero comparire è chiaro che si troverebbe nei guai. Non potrebbe più sostenere di non sapere niente e scatterebbe, come minimo, il concorso nella detenzione di sostanze stupefacenti. Dal laboratorio emiliano, non è ancora arrivato alcun risultato e ormai se ne parlerà a settembre.

Tornando alle inchieste, i carabinieri hanno sequestrato anche i telefonini cellulari, per comprendere se tra Petagna e Palummo ci siano stati contatti e per tracciare la geografia degli assuntori. Passo successivo sarà l’individuazione della piazza di approvvigionamento, che spesso è Padova. —



Riproduzione riservata © Corriere delle Alpi