Dopo tre anni torna in Alpago il servizio di Guardia medica

Dal primo settembre sarà ospitato nel centro  servizi socio assistenziali Poi sarà spostato nell’edificio del distretto sanitario

ALPAGO. Dopo tre anni ritorna la guardia medica nella conca dell’Alpago.

L’importante servizio, precedentemente in funzione al sub-distretto sanitario di Puos (chiuso per lavori di adeguamento), era stato trasferito a Ponte nelle Alpi. Ma anche qui la sede che lo ospitava non era più allineata alle nuove norme di sicurezza. Stando così le cose, lo scorso anno la direzione dell’Usl 1 Dolomiti ne aveva deciso l’ulteriore trasferimento a Belluno.

Una mossa che non era assolutamente piaciuta ai rappresentanti delle tre amministrazioni della conca (Alpago, Tambre e Chies d’Alpago), consapevoli dell’importanza per residenti e turisti di poter disporre di un’attività così importante sul territorio.

La loro mobilitazione ha portato al risultato sperato: la riassegnazione del servizio che riprenderà il primo settembre in via provvisoria presso il Centro di servizi socio assistenziali e Casa di soggiorno per anziani a Puos.

Nel frattempo, sempre a Puos, saranno ultimati i lavori di ristrutturazione e adeguamento dell’edificio del distretto sanitario, posto accanto al municipio, dove la guardia medica dell’Alpago troverà poi la sua collocazione più consona e definitiva.

Una buona notizia, quindi, per i cittadini della conca dell’Alpago, ma anche per gli ospiti presenti nella zona durante le vacanze o in altri periodi dell’anno, che potranno di nuovo contare sulla presenza in loco del medico di guardia.

«Siamo estremamente soddisfatti di poter tornare a contare su un servizio di garanzia così importante per la nostra comunità», ha commentato il sindaco di Alpago, Umberto Soccal, «ringrazio la direzione dell’Usl 1 Dolomiti per l’attenzione e la sensibilità dimostrate in questo frangente con una scelta che, oltre a garantire per la nostra popolazione un importante presidio sanitario, rappresenta un “plus” significativo per il mantenimento dei livelli di qualità della vita nel nostro territorio». —

Ezio Franceschini

Riproduzione riservata © Corriere delle Alpi