Disagio giovanile a Belluno, vertice in Prefettura

Al tavolo tecnico focus su marginalità sociale, comportamenti devianti, episodi di violenza, abuso di alcol e sostanze stupefacenti

La Prefettura di Belluno
La Prefettura di Belluno

 

Il 22 giugno in Prefettura a Belluno si è svolto un tavolo di confronto e discussione per approfondire le situazioni di disagio in ambito giovanile - alla luce anche dei recenti episodi di cronaca che hanno riguardato la città, in testa il pestaggio di un egiziano da parte di una banda di bulli e la scoperta di un pesante giro di spaccio di droghe - cui hanno partecipato forze dell’ordine, il sindaco De Pellegrin con gli assessori alla Sicurezza e alle Politiche giovanili, il direttore dei servizi socio sanitari e il direttore Uoc Infanzia Adolescenza Famiglia Consultori dell’Ulss 1, il referente provinciale delle Scuole in Rete e un rappresentante della Provincia.

«Nel corso dell’incontro, è stato sottolineato che, a fronte di un quadro che ad oggi non evidenzia situazioni di allarme particolare, tuttavia, occorre richiamare attenzione al crescente intreccio tra disagio giovanile, marginalità sociale e comportamenti devianti, che possono manifestarsi attraverso episodi di violenza, abuso di alcol e sostanze stupefacenti, unitamente al tema del disagio sommerso che si sostanzia in dinamiche relazionali critiche che restano spesso confinate all’interno delle mura scolastiche unitamente ad atteggiamenti che possono apparire marginali ma che, se trascurati, rischiano di evolvere in forme più strutturate di illegalità», si legge in una nota della Prefettura. «Nel corso del dibattito ciascun partecipante ha potuto offrire un contributo dal proprio privilegiato punto di osservazione, ed è stato evidenziato che i canali di comunicazione tra scuole, forze di polizia e servizi territoriali sul tema del disagio giovanile sono costanti e stabili, così come condivise sono le procedure volte ad intercettare le situazioni sommerse ed agire in modo coordinato e sinergico, offrendo risposte concrete alle diverse criticità».

Molte le iniziative messe in campo per la prevenzione del disagio giovanile promosse dai diversi enti, tra i quali quella del Comune di Belluno con la collaborazione delle forze dell’ordine per promuovere la cultura della legalità nelle scuole, proponendo lezioni di dialogo e confronto con i ragazzi sui temi della cronaca quotidiana.

«La discussione ha fatto registrato l’esigenza di un coordinamento tra le diverse iniziative proposte, unitamente alla necessità di rafforzare la prevenzione precoce attraverso attività formative rivolte non solo ai ragazzi, ma anche agli adulti in modo che il fenomeno venga affrontato non solo in chiave repressiva ma si traduca in un’azione coordinata, capace di coniugare controllo, ascolto e accompagnamento educativo».

Riproduzione riservata © Corriere delle Alpi