Dalla Santa finirà a processo intanto chiede la liberazione

Chiesto il giudizio immediato per l’imprenditore fonzasino che presenterà un ricorso alla Corte di Cassazione per ottenere la scarcerazione 

FONZASO. Traffico di rifiuti: chiesto il giudizio immediato per Alessio Dalla Santa. O perché la prova è evidente o perché è in carcere. Il socio della Sap di Fonzaso è detenuto a Baldenich da inizio giugno, quando è stato arrestato dai carabinieri, nell’ambito di una maxi operazione nazionale che ha coinvolto 24 persone. Venti sono stati gli arrestati in esecuzione di altrettante ordinanze di custodia cautelare, 12 dei quali sono in carcere e otto ai domiciliari. Le ipotesi di reato vanno dal traffico illecito di rifiuti, alla realizzazione di discariche abusive e all’intestazione fittizia di beni.

I difensori Prade e Montino avevano presentato un ricorso al Riesame per ottenere la scarcerazione del loro assistito, ma è stato respinto. Quando avranno le motivazioni si rivolgeranno in Cassazione, sostenendo che non ci siano più esigenze cautelari: nessun pericolo di fuga, nessuna ripetizione del reato e nessun inquinamento delle prove.

Nell’interrogatorio di garanzia, il 43enne sovramontino ha cercato di discolparsi, spiegando di non aver fatto niente di illegale, ma i carabinieri del Nucleo operativo ecologico di Milano gli contestano 700 tonnellate di rifiuti conferiti in maniera illecita in discariche abusive.

Secondo una prima ricostruzione, c’erano dei broker che andavano dagli imprenditori in Veneto, Lombardia, Emilia, Toscana e Campania, offrendosi di prendere i materiali di scarto e facendosi pagare tra i 90 e i 100 euro a tonnellata. Un prezzo conveniente, perché se i rifiuti fossero finiti in un termovalorizzatore il prezzo sarebbe lievitato fino a 280 euro.

Nelle casse dell’organizzazione sarebbero finiti in maniera illecita circa due milioni di euro. Le attività investigative della Direzione distrettuale antimafia hanno permesso di individuare l’esistenza di un gruppo che gestiva abusivamente ingenti quantità di rifiuti speciali, attraverso lo stoccaggio e l’abbandono in capannoni industriali dismessi. Formalmente i rifiuti venivano conferiti all’impianto della Winsystem di Cornaredo (Milano), ma in realtà trasportati altrove, con l’utilizzo di documenti falsi. –

G S.



Riproduzione riservata © Corriere delle Alpi