Cortina, terremoto nell’Ista: sostituito il presidente
Dimai al posto di Zardini: «Mi hanno tolto la fiducia perchè non sono loro simpatico Ma andrò in tribunale, il consiglio ha agito d’imperio e fuori dai canoni di legge»

CORTINA. Sfiduciato Alberico Zardini dal ruolo di presidente della Ista, la società che gestisce gli impianti e la ski area in Tofana, a Pocol e a Col Gallina. Venerdì sera si è riunito il consiglio della società, in seduta straordinaria, e i vari consiglieri hanno sfiduciato Zardini che ricopriva il ruolo di presidente dal 2013. Al suo posto è stato nominato Alberto Dimai.
Come vice ora c’è Giovanni Alverà e consiglieri sono Franco Alverà, Roberto De Zanna Luigi Pompanin e Massimo Zardini.
Una vicenda che però non si concluderà con la nomina del nuovo consiglio, in quanto Zardini ha intenzione di rivolgersi ad un legale e impugnare il verbale del consiglio in tribunale.
«Non ha nessun senso», spiega Zardini, «mi hanno tolto l’incarico perché non sono loro simpatico. Io ho un carattere un po’ burbero e secondo loro ho mancato di rispetto a qualcuno, sono stato antipatico, scorbutico. Ma non si può togliere una presidenza ad una persona solo per ripicche personali. Io ho sempre fatto solo il bene della società e tutti gli interventi che abbiamo eseguito li abbiamo decisi in consiglio o in assemblea. Ho portato all’interno della società capitale e nuovi soci. Grazie ai numerosi interventi che ho fatto fare sull’impianto di innevamento la società ha fatturato 800 mila euro in più dato che c’è stato un risparmio sulle spese dell’innevamento programmato».
Quando Zardini fu eletto, si trovò ad avere più oneri che onore. Il bilancio della gestione 2021 dell’Ista era stato chiuso in perdita, e sulla società pendevano anche dei debiti arretrati.
«Io ho sempre lavorato per il bene della società», sottolinea Zardini, «e nell’Ista ho investito il mio capitale privato e ho portato in consiglio la Faloria che ha il 24% delle azioni. I bilanci oggi sono a posto e i lavori sugli impianti di innevamento ci stano dando le soddisfazioni sperate. Abbiamo realizzato anche il laghetto artificiale, a In Pò Drusciè, da utilizzare come bacino per l’innevamento artificiale. Abbiamo aperto due nuove vie ferrate e tanto altro ancora, garantendo dei dividendi ai soci. Ora abbiamo iniziato i lavori per i Mondiali e abbiamo chiuso un contratto d’appalto vantaggioso. Venire sfiduciato perché sono brusco nei modi è assurdo. I soci non sono stati coinvolti in questa decisione presa dal consiglio. Sono molto rammaricato», chiosa Zardini, «ma ritengo che non ci siano i termini di legge per fare un’operazione del genere e quindi andrò in tribunale».
Alessandra Segafreddo
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