Ulss 1 di Belluno: liste d’attesa in calo, appuntamenti diminuiti del 9%
Riduzione ottenuta grazie all’aumento delle visite, alle richieste appropriate e alla gestione delle agende da parte dei reparti

Appropriatezza delle prescrizioni, aumento del personale medico dedicato, gestione diretta degli appuntamenti da parte dei singoli reparti: sono queste alcune delle strategie messe in atto dall’Ulss 1 Dolomiti in questi due anni per ridurre le liste di attesa legate alle prestazioni cliniche e radiologiche con priorità D (entro 30 giorni) e P (entro 60/90 giorni). Se nel 2024 le prestazioni erogate (escluse quelle del laboratorio analisi) sono state 708.114, nel 2025 sono scese a 703.507.
Nel 2025, infatti, sono diminuite del 9% le domande. La flessione maggiore si è registrata per le prescrizioni degli specialisti ospedalieri passate da 27.607 nel 2024 a 13.311 nel 2025. In leggero aumento invece le prescrizioni da parte dei professionisti territoriali e convenzionati passati da 116.109 nel 2024 a 116.789 nel 2025. «E questo grazie ad una migliore presa in carico del paziente», evidenziano dall’Ulss.
I dati sono stati presentati dall’azienda sanitaria bellunese che nei giorni scorsi ha approvato il nuovo piano della gestione delle liste di attesa 2026.
Un risultato importante che deriva da uno sforzo corale fatto da tutti i soggetti interessati: dagli specialisti ospedalieri ai medici di base e pediatri di libera scelta, fino all’Ulss stessa. Ulss che, come ha precisato Giacomo Longo, responsabile unico aziendale per le liste d’attesa, ha attuato da una parte sei confronti con il personale che opera sul territorio e dall’altro ha portato nuovi medici anche grazie a convenzioni o contratti libero professionali con altre azienda sanitarie venete a cominciare da quella universitaria di Padova.
Ma non sono mancate neppure le aperture serali, prefestive e festive degli ospedali e di alcuni reparti per permettere così le prestazioni e la conseguente riduzione delle liste di attesa.
Soluzioni che erano già stata adottate alcuni anni fa e che continuano anche oggi. D’altra parte una soluzione doveva essere presa visto che come ha ribadito Longo, «siamo di fronte ad un territorio in cui la popolazione anziana aumenta e con essa anche la cronicità e quindi anche la richiesta di prestazioni sanitarie».
Le liste di attesa prese in considerazione sono quelle relative alle prestazioni con codice di priorità D (entro 30 giorni) e P (entro 60/90 giorni), visto che gli appuntamenti con priorità B (entro 10 giorni) o urgenti (codice U) vengono garantiti nei tempi dall’Ulss.
Tre sono i pilastri su cui si basa il piano dell’Ulss: da un lato l’appropriatezza prescrittiva sia dei medici territoriali che degli specialisti ospedalieri: e su questo l’azienda ha portato avanti l’anno scorso sei confronti con i protagonisti; dall’altro c’è l’implementazione del cosiddetto “miniCup” cioè dopo la prima visita il paziente viene preso in carico direttamente dal reparto dove ha effettuato la prestazione andando a togliere questi appuntamenti dall’agenda generale del Cup. «Il paziente quindi non deve più recarsi al Cup, dopo la prima visita, ma tutti gli accertamenti richiesti dallo specialista vengono gestiti direttamente dal reparto», precisa Longo; e dall’altro lato ancora c’è il controllo costante giornaliero delle agende per verificare eventuali rinunce, disdette, problemi che possono lasciare quindi liberi dei posti.
Ed è qui che entra in gioco anche la responsabilità del paziente come hanno evidenziato sia Longo che il commissario straordinario dell’Ulss, Giuseppe Dal Ben che è chiamato a contattare tempestivamente il Cup se deve disdire una visita ma anche se deve prenotare una visita. «Ricordiamo», ha precisato Longo, «che dal primo gennaio 2026 le ricette con priorità B (entro 10 giorni) devono essere prenotate al Cup entro 20 giorni dalla loro emissione, pena il doverla rifare».
Sono 83 le prestazioni che l’Ulss, su indicazione della Regione Veneto, deve tenere sotto costante monitoraggio. Nel 2025, la percentuale di prime visite e prestazioni prenotate nei tempi fissati ha superato di gran lunga il 90%.
Massima priorità all’offerta e presa in carico in prossimità del luogo di residenza viene garantito ai pazienti over 75 e in condizioni di fragilità sanitaria, «cosa cruciale per Agordino e Cadore. Il nostro intento è quello di spostare sempre meno i pazienti dalle loro case», ha evidenziato il commissario Giuseppe Dal Ben.
Nella gestione delle liste di attesa, c’è anche il pre appuntamento. Quando un paziente deve prenotare una prestazione al Cup, se non viene trovato subito il posto, viene inserito in una lista di preappuntamento per cui sarà cura e dovere del Cup stesso trovare nelle varie agende il posto per poi comunicarlo al paziente stesso, senza che questo debba chiamare o recarsi all’ospedale per sollecitare.
Anche le liste di pre appuntamento nel corso di un anno hanno visto un calo importante: le prestazioni con priorità D sono passate da 631 del gennaio 2025 a 76 nel marzo 2026, mentre le prestazioni da erogare entro 60/90 giorni sono passate da 246 a 91. «Uno sforzo importante», ha concluso il commissario Dal Ben, «che denota come molto è stato fatto, ma molto resta ancora da fare per permettere ai pazienti di poter avere subito l’appuntamento richiesto partendo dall’assunto che per noi sono quattro le sedi a cui indirizzare la persona: Belluno, Feltre, Agordo e Pieve. Questi ultimi due ospedali nel tempo hanno aumentato le discipline garantite per evitare di spostare i cittadini».
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