Coronavirus, nel Bellunese Pasqua a porte chiuse per la diocesi

BELLUNO. Pasqua in casa, ma con tante novità. Le ha descritte puntualmente il vescovo Renato Marangoni, in una lunga lettera (ben 20 mila caratteri; fate il conto, due pagine di questo giornale) a tutti i fedeli. Una lettera che annuncia che cresime e prime comunioni sono rinviate probabilmente all’autunno prossimo. Non ci saranno celebrazioni pubbliche. Tutte quelle tradizionali della settimana santa e del triduo pasquale avverranno a porte chiuse e saranno trasmesse da Telebelluno e L’amico del popolo.
Bene, una novità di assoluto rilievo è la confessione, che solitamente richiede l’incontro ravvicinato tra ministro e penitente. Quest’incontro, in tempi di coronavirus, è impossibile. Il vescovo Marangoni suggerisce la “promessa di riconciliazione”, «chiedendo perdono a Dio dei nostri peccati, compresi quelli gravi, con una “contrizione perfetta” o con il “desiderio del sacramento”».
Queste due possibilità – spiega il vescovo – prevedono che la confessione dei peccati sia posticipata. In che modo? «Si chiede di cuore perdono a Dio verificandosi interiormente, lasciandosi guidare da una pagina del Vangelo o della Bibbia, in un contesto di sincera preghiera. Con questi atti di fede e di preghiera noi riceviamo il perdono di Dio che si cercherà di far diventare anche impegno di una vita migliore. Ci si assume, inoltre, l’impegno di confessare i peccati successivamente, quando sarà possibile accostare con minor rischio un ministro della Penitenza».
Per favorire questa modalità di richiesta di perdono, il vescovo celebrerà il martedì santo, alle 17, in cattedrale, una veglia penitenziale. Non ci sono invece le condizioni, precisa il vescovo, per l’assoluzione collettiva.
Passione e Pasqua chiusi in casa, dunque, mentre i sacerdoti potranno celebrare in chiesa a porte chiuse. «Le fonti governative ed ecclesiali sono chiare: è stato chiarito che sono ammessi, oltre al celebrante, solo i ministranti strettamente necessari al servizio liturgico: diacono (se c’è; non va sostituito con altre figure), lettore, organista, cantore e – nel caso della trasmissione televisiva, radiofonica, tramite Internet – uno o due operatori».
«Non è prevista la presenza dei chierichetti, che devono restare in famiglia», ricorda Marangoni, invitando comunque a munirsi di autocertificazione.
La celebrazione della Domenica delle palme si aprirà con la commemorazione dell’ingresso a Gerusalemme; dunque non si benedicono e non si distribuiscono i rami d’ulivo. Non sono, poi, da prevedere forme di preghiera o di celebrazione – ad esempio l’adorazione eucaristica, con concorso di popolo – neanche nei primi giorni della Settimana santa. A porte chiuse anche la Via Crucis del Venerdì Santo, la Veglia del sabato santo e la messa di Pasqua. Ma quel giorno – conclude il vescovo – a tutte le parrocchie della Diocesi è chiesto di suonare a distesa le campane per circa cinque minuti a mezzogiorno, come annuncio di Pasqua.
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