Convitto di Falcade, un milione e mezzo per ristrutturarlo

Istituto Follador – De Rossi, firmata la convenzione tra il Fondo Comuni Confinanti e la Provincia. Obiettivo far partire i lavori in estate

Il complesso del convitto dell'istituto Follador - De Rossi a Falcade
Il complesso del convitto dell'istituto Follador - De Rossi a Falcade

Firmata nei giorni scorsi  la convenzione tra il Fondo Comuni Confinanti e la Provincia di Belluno, che assume il ruolo di soggetto attuatore, per la realizzazione dei lavori di riqualificazione del convitto dell’Istituto Follador - De Rossi di Falcade.

 

L’intervento, finanziato interamente dal Fondo Comuni Confinanti con uno stanziamento di  1.500.000 euro, corrispondente al totale della spesa prevista, comprende un articolato programma di lavori per il  miglioramento strutturale, funzionale ed energetico dell’edificio. In particolare, il progetto comprende interventi sulla struttura del convitto, l’adeguamento alle più recenti normative antisismiche e un  piano di riqualificazione e risparmio energetico, che includerà, tra le altre opere, la sostituzione completa di tutti gli infissi.

 

Conclusa la fase delle ultime formalità amministrative, il progetto dovrebbe essere messo a gara nel corso della prossima primavera, con l’obiettivo di avviare i lavori durante il periodo estivo.

 

«Si tratta di un intervento di grande valore per il territorio», dice il presidente del comitato di gestione del Fondo Comuni Confinanti, Dario Bond, «che si inserisce in un quadro più ampio di progettualità dedicate agli istituti scolastici e ai poli formativi della provincia di Belluno e, più in generale, dei territori periferici e di montagna. Investire sulle strutture scolastiche, in particolare con servizi inclusivi come quello del convitto, significa investire concretamente sul futuro delle nostre comunità».

 

«La formazione e la possibilità di offrire ai nostri giovani opportunità concrete di crescita personale e professionale»,  prosegue Bond, «rappresentano uno degli strumenti fondamentali per contrastare lo spopolamento e per garantire un futuro di qualità alle comunità locali. Il Fondo Comuni Confinanti continua e continuerà a fare la propria parte affinché i territori montani non siano marginali, ma luoghi in cui studiare, vivere e costruire il proprio domani».

 

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