Col Cavalier, via libera alle villette

Saranno costruite sei case, ma l’ultima parola spetterà alla Soprintendenza
- Franco Frison Dopo la nomina si e' dimesso da presidente provinciale
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BELLUNO. Il piano urbanistico di Col Cavalier diventa realtà. La giunta lo ha approvato in via definitiva la scorsa settimana, chiudendo così la procedura urbanistica. «Ora si apre quella edilizia», spiega l'assessore Franco Frison. «Ora i proponenti devono presentare i progetti e ogni singolo edificio sarà valutato dalla Soprintendenza ai beni ambientali e paesaggistici».

Sulla grande piana, dunque, saranno costruite sei villette. Il piano ha una storia travagliata. Il primo progetto per la lottizzazione sul prato a uso agricolo che apparteneva alla ditta Burigo (fallita) e che fu acquistato all'asta da un pool di imprenditori nel 2000, risale al marzo del 2011. Lo aveva presentato la società agricola Rizzi Doriana s.a.s. Quel piano viene bocciato nell'ottobre del 2011. Nel febbraio del 2012 la ditta presenta un altro Pua, sfruttando il piano casa: i proponenti chiedono di realizzare tredici unità immobiliari, distribuite su dieci fabbricati, con le relative infrastrutture urbanistiche ad uso pubblico (strada d'accesso, percorsi pedonali, parcheggi, spazi a verde e a verde attrezzato). La giunta boccia ancora il progetto. La società agricola, però, non molla, presenta un terzo progetto e riceve la terza bocciatura. Nell'aprile 2013 il Pua cambia. Da 10 fabbricati il nuovo piano ne prevede sei, per una cubatura di 2200 metri cubi, a fronte dei 6-7 mila precedenti. La volumetria però viene distribuita nell'intera area, di 26 mila metri quadrati.

La giunta del sindaco Massaro, a questo punto, mette alcune prescrizioni: se la legge consente l'edificazione, a fronte della demolizione dei fabbricati esistenti, la giunta consente le costruzioni solo nella fascia che va dai fabbricati esistenti (due abitazioni e alcuni depositi) all'elettrodotto, fino a 25 metri dalla linea (la fascia di rispetto). Questo piano urbanistico viene adottato dalla giunta a fine novembre.

«Sono arrivate alcune osservazioni, da parte del comitato (per la salvaguardia del Col Cavalier, di Vallina e della piana di Castrodardo, ndr), di alcuni privati e di Italia Nostra», continua Frison. «Sono state valutate, ma erano di natura generale. In sostanza si chiedeva perché si può edificare in area agricola. È la legge che lo consente, il piano casa permette di andare in deroga allo strumento urbanistico vigente. Può non piacerci come norma, ma esiste e va rispettata».

Il rischio, bocciando nuovamente il Pua, «era di incappare in un ricorso. Abbiamo messo prescrizioni pesanti, non potevamo dire no a questo piano», conclude Frison. «La tutela comunque ci sarà: il progetto di ogni edificio sarà sottoposto a valutazione da parte della Soprintendenza». (a.f.)

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