Trasferiti i cimeli: il museo di Messner è rimasto vuoto

Nelle sale dell’ex forte della Grande Guerra sul Rite non è rimasto più nulla. Le “reliquie” alpinistiche portate via dagli incaricati della società dei figli. Il Campo base resta allestito ma per la riapertura serve chiudere il contenzioso

 

Francesco Dal Mas
Reinhold Messner all’inaugurazione di una delle sale del museo
Reinhold Messner all’inaugurazione di una delle sale del museo

 

Vuoto, spogliato: nelle sale del Museo fra le nuvole di Reinhold Messner al forte del monte Rite non è rimasto più nessun cimelio. Mentre il Campo base di Messner a Cibiana potrebbe aprire in teoria ancora domani mattina. Ad una condizione, però: che ci sia un accordo tra il famoso alpinista e il Comune sul contenzioso relativo alle somme arretrate dei canoni d’affitto del Museo fra le nuvole.

Il museo sul Rite, come anticipato, non aprirà dunque domani, come era tradizione dal 2002, per la semplice ragione che è vuoto.

È stato spogliato di quadri, tende, picozze, ramponi, borracce, scarponi, insomma di tutte le “reliquie”– come le chiama l’alpinista – che vi erano conservate, alcune dalle origini dell’allestimento, altre di inserimento più recente. Così come le sagome delle pareti su cui ha scalato il “re degli Ottomila”.

Non le ha portate via Messner, seppur in conflitto con il Comune di Cibiana, che ha la proprietà del museo allestito nel forte rigenerato della prima guerra mondiale.

Le hanno asportate i rappresentanti della società che fa capo ai figli dell’alpinista, avendole ereditate dal padre. Probabilmente hanno ritenuto che non sussistessero le condizioni per proseguire con l’attività del museo dopo la, peraltro legittima, azione del commissario prefettizio di rivendicare gli affitti non pagati; anche per evitare l’eventuale accusa di danno erariale.

A Cibiana c’è chi suggerisce, in queste ore, di trasferire in quota l’esposizione del Campo base, che si trova al piano terra del Taulà dei Boss, trasferendola fino ai 2.180 metri del Rite, in modo da vitalizzare la vetta.

«Sarebbe un’idea», ammette Fabrizio Zandanel, eletto consigliere comunale, “regista” della maggioranza e amico di Messner, «ma è evidente, penso che lo sia anche per Reinhold, che prima dobbiamo trovare una composizione del contenzioso. E considerata la complessità e la delicatezza della vicenda, i tempi non saranno brevi».

In paese c’è chi ricorda che il Campo base sarebbe stato concesso da Messner a Cibiana come scambio per i canoni del museo sul Rite.

«Ma di questo non si ha documentazione», precisa Zandanel, che si dice comunque convinto della necessità di trattenere a Cibiana «una risorsa come Messner».

«Certo è che la chiusura del Museo fra le nuvole rientra nei rapporti all’interno della famiglia Messner», spiega, «e non origina dal contenzioso che, va precisato, si contestualizza nell’opera di risanamento delle finanze promossa dal commissario».

La realtà è che ad oggi il Rite rimane privo del museo, dell’annesso rifugio Dolomites, di navette. Però con una strada asfaltata di ben 6 km che arriva fino in cima e che è comunque chiusa al traffico.

A valle, quindi a Cibiana, resterà chiuso – almeno quest’estate – anche il Taulà (ristorante e centro congressi), per cui al momento non si prevede l’apertura neppure del Campo base.

«Non appena si costituiranno gli organi comunali, nei prossimi giorni», assicura Zandanel, «ci metteremo subito al lavoro per recuperare anche queste opportunità. Che non possiamo lasciare inattive».

Il Campo base è disposto in tre sale, molto ampie. In alcune teche raccoglie preziosi reperti di scalate di Messner e di altri famosi alpinisti. Testimonia, inoltre, come si vive in un campo sulle montagne più alte, quelle dell’Himalaya. Per evitare sorprese, è stata cambiata in questi giorni la serratura.

 

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