Cima Gogna, frana ferma il Piave per un giorno
L’evento risalirebbe a una settimana fa, ma è stato scoperto solo ieri. Sopralluogo dei vigili del fuoco: si è formato un lago

CIMA GOGNA. Una frana, stimata in 40 mila metri cubi circa di materiale, ha fermato il Piave: massi grandi come camion, quelli che si sono staccati nella zona tra Piniè e Cima Gogna, verso Auronzo.
L’evento risale a circa una settimana fa, ma se ne è avuta notizia solo ieri quando i vigili del fuoco di Santo Stefano sono stati chiamati da un testimone che, sempre ieri, ha visto il lago causato da una sorta di “effetto diga”, lungo il corso d’acqua. L’uomo ha dato l’allarme temendo che la situazione potesse presentare un potenziale pericolo, proprio per un “effetto diga incontrollato”.
Ma dalle prime verifiche che sono state fatte dai vigili del fuoco, la cosa sarebbe da escludere. Nulla di pericoloso, hanno accertato i vigili del fuoco di Santo Stefano, che si sono recati in zona ieri pomeriggio intorno alle 18. Lo scenario comunque ha un che di spettacolare, dal momento che è venuto giù un pezzo di montagna molto importante, stando a quanto constatato dalle squadre del distaccamento.
I vigili del fuoco hanno potuto ricostruire i fatti: la massa di materiale si è mossa circa una settimana fa, cioè nel periodo a cui risale un evento che gli abitanti della zona hanno giudicato un po’ inspiegabile. Giusto una settimana fa avevano notato che il Piave si era fermato nel suo deflusso per almeno un giorno.
L’acqua non è stata vista scorrere e questo era bastato per far sorgere qualche interrogativo che non aveva trovato risposta. Poi il fiume aveva ripreso a correre nel suo letto e dunque gli stessi abitanti non avevano più dato peso a quel blocco misterioso delle acque.
Ieri, invece, un passante ha visto la presenza di una specie di lago (3mila metri quadrati di superficie), che la frana imponente aveva formato sul fiume già la settimana scorsa: allo stato il corso d’acqua drena abbastanza, dunque non sono sorti problemi di rigonfiamento ulteriore, che potrebbe creare pericolo di strasbordo in caso di eventi di maltempo o ulteriori distacchi di materiale.
Come accertato dai vigili, sarebbe anche difficile che il materiale accumulato sul Piave possa essere portato via dall’acqua, perchè i massi caduti sono grandi almeno come camion. E il lago non riuscirebbe a muoverli.
Si ipotizza, quindi, che probabilmente la settimana scorsa ci sia stato prima il distacco del pezzo di montagna che ha bloccato il fiume, che ha poi ripreso a correre una volta drenata la parte più minuta dello smottamento.
Dal Tudaio, il “nuovo” lago naturale si vede benissimo: la zona della frana è in territorio di Vigo di Cadore e i vigili del fuoco avrebbero anche preso contatto con il Comune per capire se fossero a conoscenza della situazione e da quanto tempo, oppure se anche loro sono all’oscuro di tutto.
Come effettivamente conferma il sindaco Mauro Da Rin Bettina: «Mi risulta nuova questa situazione. Devo verificare».
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