Chiude la Mario Doriguzzi srl: un pezzo di storia se ne va

Giovedì scorso la comunicazione ai 13 dipendenti da parte dell’amministratore dell’azienda di commercializzazione di legname che si trova in concordato preventivo

AURONZO. Chiude un altro pezzo del Cadore. Giovedì scorso, infatti, Giorgio Doriguzzi ha annunciato al personale, tredici persone, la decisione di chiudere la Mario Doriguzzi Srl di Cima Gogna, nel comune di Auronzo, di cui è amministratore unico. La notizia era nell'aria da tempo e nel settore se ne parlava esplicitamente. Ma un conto sono le voci, un altro gli atti formali. E fra questi c'è anche la richiesta di concordato preventivo avanzata dall'amministratore unico, in data 14 settembre scorso, con atto presso il notaio Paolo Josef Giovannetti di Santo Stefano di Cadore.

«La decisione mi amareggia molto – commenta Giorgio Doriguzzi – ma in queste condizioni era impossibile andare avanti. La crisi del mercato è troppo forte e prosegue da troppo tempo, sia nell'edilizia che nei settori dell'arredamento e dei serramenti. Troppi operatori per una torta che si fa sempre più piccola, mentre intanto aumentano i costi fissi. Dopo sessanta anni di attività ci siamo trovati in questa situazione, con enormi perdite sui crediti, nonostante avessimo sempre mantenuto un'attenzione alta verso i clienti. Ma la crisi colpisce tutti ed ha colpito anche noi».

L'azienda è nata agli inizi degli anni '60 ed è stata la gestione del fondatore Mario Doriguzzi, originario di Danta, a portarla ai massimi fasti, arrivando anche a fatturare 17 milioni di euro solo pochi anni fa. L'attività principale, che in origine era il taglio e la piallatura del legno, si era poi trasformata soprattutto nella riselezione e commercializzazione di legname proveniente soprattutto dall'Austria.

Quindi è stato l'acuirsi della crisi economica generale a far peggiorare progressivamente la situazione, a condurre allo stato di progressiva difficoltà ed alla decisione di chiudere le attività. Giorgio Doriguzzi conferma che saranno messi in vendita il terreno e il magazzino di Cima Gogna.

Per quanto riguarda il personale, saranno pagate tutte le spettanze, alcuni dei tredici dipendenti rimarranno nella fase concorsuale e per gli altri saranno da individuare altre collocazioni. Per quanto concerne il concordato preventivo, Doriguzzi commenta che: «I creditori verranno pagati in percentuale in base alla vendita dei beni dell'azienda, ma di certo si chiuderà a cifre ben più alte rispetto a quelle di cui si tratta solitamente in questi tempi».

Resta l'amarezza per la sorte di un'azienda storica del Cadore che si chiude irrimediabilmente ed anche qualche riflessione da fare su un settore che una volta era trainante in tutta la provincia di Belluno e che invece oggi segna il passo e pone molti interrogativi sul suo futuro.

Stefano Vietina

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