Centrale di Sorarù, il Comune cerca di risolvere il contratto

Rocca Pietore. Si spera anche in un risarcimento per il mancato guadagno dalla ditta Lumiei Lo sconforto di De Bernardin: «Nei lavori pubblici tanti problemi e poche soddisfazioni»

«Portare a compimento un lavoro pubblico che dia soddisfazione è molto difficile». A dirlo è il sindaco di Rocca Pietore, Andrea Bernardin, che in questi giorni sta cercando di risolvere il contratto con la ditta Lumiei srl. Ditta alla quale nel novembre 2014 il Comune aveva affidato il servizio di gestione, manutenzione e controllo della centrale idroelettrica di Sorarù. Le cose non sono andate lisce. Nella delibera di giunta, in cui si dà indicazione al responsabile dell'area tecnica di verificare la possibilità di risoluzione del contratto, si fa riferimento al blocco dei due generatori avvenuto nell'ottobre 2015 che ha comportato lo stop alla produzione di energia. «Si è palesata - dice la giunta - una difettosa attività di conduzione e manutenzione delle macchine, ragion per cui con provvedimento comunale del 22 febbraio 2016 è stato disposto l'acquisto delle nuove macchine ora installate».

«La centrale ha ripreso a funzionare da qualche mese - dice il sindaco di Rocca Pietore - ma visto che i generatori sono stati sostituiti da un'altra ditta e visto che abbiamo in corso una causa con la Lumiei, stiamo valutando di risolvere il contratto». Dalla causa il Comune spera di poter ottenere anche un risarcimento per la mancata produzione di energia elettrica. «Credo che si possa quantificare la perdita del 2014, che era stato un anno eccezionale e aveva fruttato 840 mila euro lordi, nel 2015, che invece era stato più scarso di piogge, l'introito era stato di circa 500 mila euro».

Come andrà a finire si vedrà. Quello che spesso si vede, invece, sono lavori pubblici che presentano problemi che poi non è facile risolvere tirando in causa chi li ha generati. De Bernardin conferma. «Senza fare nomi e cognomi, posso dire che portare a compimento un lavoro pubblico che ti dia veramente soddisfazione è molto difficile. È un sistema complicato dall'inizio alla fine. Si parte da appalti ai quali le ditte, pur di vincere, fanno ribassi esagerati su progetti che già sono tirati. Immaginiamo un lavoro da 500 mila euro: quasi tutte le ditte fanno ribassi del 20-30%. Stimano di fare quel lavoro con 350 mila euro e poi tirano su tutto, in primis sugli operai, e danno in subappalto. Questo comporta problemi nell'esecuzione del lavoro perché ci si trova con grosse difficoltà, imprevisti, criticità di vario tipo».

Per De Bernardin è un sistema ingarbugliato di un paese malato che fa fatica a fare bene le cose. «Certo - conclude - ci sono strumenti per cercare di risolvere i problemi, ma sei costretto ad affrontare cause complesse con le difficoltà che hanno gli enti pubblici e con i tribunali che ti portano alle calende greche. Credo che oggi Rocca sia il paese più attivo della provincia nei lavori pubblici, ma ciò vuol dire che dovremo gestire anche tutto quello che ci gira attorno».

Gianni Santomaso

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