C’è la norma “salva scuolabus” Sconti e gratuità confermate

Martedì sera in Consiglio dei Ministri approvata la legge che lascia ai Comuni la scelta di sostenere le spese per il trasporto scolastico
Belluno, 13 settembre 2010. Primo giorno per gli scuolabus della cssa. I bambini delle elementari di Giamosa - Alcuni momenti dell'avvio della scuola nel comune capoluogo. A sinistra i bambini delle elementari all'uscita di scuola si apprestano a salire sui nuovi scuolabus, al centro il sindaco a Mussoi e gli alunni a Giamosa
Belluno, 13 settembre 2010. Primo giorno per gli scuolabus della cssa. I bambini delle elementari di Giamosa - Alcuni momenti dell'avvio della scuola nel comune capoluogo. A sinistra i bambini delle elementari all'uscita di scuola si apprestano a salire sui nuovi scuolabus, al centro il sindaco a Mussoi e gli alunni a Giamosa

BELLUNO. Il trasporto scolastico non cambia. I Comuni, se il bilancio lo consentirà, potranno continuare a integrare le spese per lo scuolabus gratuito alle famiglie. Nel decreto scuola approvato l’altra sera dal Consiglio dei Ministri è infatti contenuta la norma che chiarisce e supera una recente delibera della Corte dei Conti, che pareva escludere qualsiasi discrezionalità per l’azione amministrativa dei comuni sul trasporto scolastico.

In questo modo si supera quella che poteva diventare una vera mannaia per molte famiglie, soprattutto nei piccoli comuni e nelle aree rurali e montane, dove, senza l’intervento dei comuni, sarebbe impossibile garantire tale importante servizio.

A gioire di questa decisione è l’Uncem. «È il risultato di una mobilitazione nazionale dei Comuni, in particolare piccoli e montani, che hanno scritto lettere ai parlamentari e ai ministri Bussetti e Toninelli. Il decreto andrà in Gazzetta ufficiale solo a fine agosto e dovrà essere convertito», evidenzia Marco Bussone, presidente Uncem. «Ma il primo importante passo è stato fatto. Ringrazio deputati e senatori che nelle ultime tre settimane hanno ascoltato i Comuni che hanno chiesto di modificare la norma vigente che avrebbe impedito il cofinanziamento, lasciando l’onere del servizio interamente alle famiglie. Ricordo che nelle aree montane lo scuolabus è un servizio imprescindibile, per portare bambini e ragazzi verso scuole primarie e secondarie. Come Uncem avevamo scritto a tutti i Comuni dicendo di andare avanti, andando oltre norma e sentenza. Tantissimi sindaci hanno inviato lettere al Governo. Ora questo provvedimento apre nuovi scenari, di buon senso e attesi da tutti».

Sugli scuolabus, secondo quanto auspica l’Uncem, sarà aperto a settembre un ragionamento politico e operativo più ampio «per evitare che sui pullman gialli sia impedito di salire a utenti diversi dagli studenti. Nei nostri Comuni alpini e appenninici, quei mezzi sarebbero infatti fondamentali anche per residenti, terza età, famiglie, turisti. A oggi non li possono usare. Va modificata la norma in accordo con Motorizzazione, ministero dei Trasporti e Regioni. Uncem farà la sua parte». —



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