Casa Sanremo, la Provincia di Belluno ha speso 190mila euro: «Abbiamo promosso il territorio»

«Molti di coloro che sono entrati nella nostra area non sapevano nulla del Bellunese, conoscono Cortina naturalmente ma non la sua collocazione geografica»
Ma.co.
Clio firma la sua presenza a Casa Sanremo
Clio firma la sua presenza a Casa Sanremo

Roberto Padrin parla di una “grande semina” e siccome si riferisce all’operazione Sanremo si potrebbe aggiungere che “se son rose fioriranno” (magari tenendole lontano dalle mani e dai piedi del furioso Blanco). «Un modo per presentare il territorio e le sue eccellenze al grande pubblico, in una vetrina prestigiosa come quella del Festival di Sanremo», aggiunge Padrin.

Nella settimana del festival della canzone, Provincia e Dmo, insieme con aziende, sponsor, volontari, scuole, chef hanno allestito lo spazio “Dolomiti Bellunesi a Casa Sanremo” per una operazione di promozione turistica del Bellunese i cui frutti non saranno immediati. «Questo aspetto lo sapevamo fin dall’inizio», spiega Padrin, «la stampa e i media che lavorano al Festival si occupano di musica e di spettacolo, un tipo di lavoro diverso da quello della promozione turistica dei territori».

E allora perché andarci e spendere la notevole cifra di 190mila euro (più Iva) solo per l’affitto di 250 metri quadrati di spazio al palafiere e dei servizi tecnici collegati, soldi arrivati dai Fondi di confine e dalla Regione, oltre al contributo della Camera di Commercio? «Abbiamo potuto presentare il nostro territorio a moltissime persone, addetti ai lavori, giornalisti, vip, che sono passate nell’area Dolomiti Bellunesi; abbiamo potuto intrecciare rapporti e legami, raccogliere contatti che serviranno al territorio, alla Provincia e alla Dmo, per costruire la promozione turistica del Bellunese” spiega ancora Padrin, rivendicando il grande lavoro di squadra che ha coinvolto gli chef bellunesi e ospiti importanti, di origine bellunese ma di caratura non solo nazionale, come Clio Makeup Zammatteo e Nicole Mazzocato. «Se Clio Makeup racconta ai mass media e ai suoi milioni di followers che la passione per la bellezza le arriva dal fatto di essere cresciuta in un luogo di così grande bellezza come il Bellunese, dove torna appena può per la qualità della vita» ha spiegato Elisa Calcamuggi (Dmo), «questo è uno dei valori aggiunti della presenza a Sanremo».

Non serviva certo la vetrina di Sanremo per saperlo, ma nel corso del festival c’è stata l’ennesima dimostrazione di come la provincia di Belluno abbia bisogno estremo di farsi conoscere: «Molti di coloro che sono entrati nella nostra area non sapevano nulla del Bellunese, conoscono Cortina naturalmente ma non la sua collocazione geografica», ha aggiunto l’assessore De Toni, «la presenza a Sanremo è stata anche l’occasione per la prima uscita dei nuovo marchio delle Dolomiti Bellunesi».

La Provincia ha una opzione che scade il 30 giugno per decidere se partecipare anche all’edizione 2024 di Casa Sanremo. L’intenzione sembra quella di accettare la nuova sfida: «All’inizio c’erano dei dubbi», ammette Padrin, «non sapevamo cosa aspettarci. Il bilancio è finora positivo».

Ma quante persone sono passate per l’area Dolomiti Bellunesi di Casa Sanremo? «I passaggi complessivi», ha spiegato Umberto Labozzetta, responsabile della comunicazione, «sono stati 47.500, con ottanta dirette tra radio, tivù e web». In 1800 hanno gustato sera dopo sera gli aperitivi con prodotti bellunesi, 1200 i pranzi servizi nel corso della settimana, con 15 persone impegnate in sala e cucina. 

Riproduzione riservata © Corriere delle Alpi