Cartelli con i nomi delle donne uccise appesi a Belluno
BELLUNO.
Il centro di Belluno si è svegliato ieri mattina con molti cartelli colorati appesi ai muri e sui fili dei portici. Accade il giorno successivo alla «Giornata internazionale dell’eliminazione della violenza contro le donne»: sia a Belluno che a Feltre sono comparsi centinaia di fogli colorati con su scritto il nome di una donna e il simbolo della manifestazione nazionale «#Nonunadimeno», prevista per il pomeriggio di ieri. Nomi italiani e arabi, ucraini, francesi e africani.
Ad appendere i cartelli durante la notte tra il 25 e il 26 novembre, sono state alcune ragazze della Casa dei Beni Comuni. Un atto compiuto durante la notte perché al risveglio, tra i passanti, anche il giorno successivo alla Giornata contro la violenza sulle donne, di donne e violenza si continui a parlare. In piazza con un messaggio preciso: «I panni sporchi si lavano in piazza: la violenza è questione di tutti, non dramma privato».
Una manifestazione che è stata raccontata anche dalla pagina di «Bellunopiù», che ha elencato i tanti motivi alla base della mobilitazione di venerdì e di ieri in Italia e nel mondo e le motivazioni che hanno portato un gruppo di donne bellunesi a riunirsi per «condividere percorsi diversi, di esigenze e di agire politico: è frutto di un processo di violenza e di rimozione della storia l’aver reso la parola femminismo un reperto di cui vergognarsi».
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