Carlo Balestra diventa cavaliere per l’impegno Ana
FELTRE . A Carlo Balestra, presidente della sezione Ana di Feltre dal 1997 al 2002 e dal 2012 al 2016, ma “alpino da sempre”, è stata attribuita nei giorni scorsi dal ministero della Difesa l’onorefic...

FELTRE . A Carlo Balestra, presidente della sezione Ana di Feltre dal 1997 al 2002 e dal 2012 al 2016, ma “alpino da sempre”, è stata attribuita nei giorni scorsi dal ministero della Difesa l’onoreficenza di cavaliere dell’ordine al merito della Repubblica italiana. Un riconoscimento al quale ha pensato la sezione locale che ha segnalato Balestra all’Ana nazionale, ma inaspettato per il diretto interessato. Che dice: «Sono rimasto sorpreso, oltretutto mi hanno informato i miei famigliari. Sorpreso e davvero lusingato».
Eppure, non c’è nulla di regalato in questa benemerenza attribuita a una persona che si è spesa sia in ambito di sezione che di associazione, cresciuta negli anni a livello quantitativo ma soprattutto qualitativo. Balestra ha saputo conferire all’associazione un ruolo di promozione culturale e sociale che la mantiene sempre vitale, partecipe e anche battagliera in una società che cambia, che perde servizi e che si disperde in aree più centralizzate. Da qui la sua battaglia per la difesa della caserma che gli era costata la dimissione dalla presidenza sezionale nel 2002 per la candidatura a sindaco «che altro scopo non aveva se non quello di presidiare quanto ancora rimaneva a Feltre come la Zannettelli». Da qui, in tempi più recenti, la sua battaglia contro l’unificazione delle Usl.
La carriera di Balestra, nell’ambito dell’Ana, è lunga: nel 1979 è stato eletto nel consiglio della sezione con la presidenza di Bepi Giacomelli. «È cominciata lì la mia palestra di vita e di conoscenza associativa. Ciò che mi ha permesso di diventare vicepresidente con il generale Bonzo ai vertici, e di ottenere il mandato di consigliere nazionale dove ho portato l’esperienza della base, della trasmissione dei saperi dei vecchi alpini di montagna».
Nel 1999 Balestra diventa vicepresidente nazionale e poi capodelegazione allo Stato maggiore. Nel 2012 si è ricandidato alla presidenza dell’Ana Feltre che ha diretto per quattro anni. «Mi volevo far perdonare per aver lasciato nel 2002». E nel 2012 ha portato a Feltre il raduno triveneto e cinquantamila persone.
(l. m.)
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