«Cariverona è molto seccata Se va via, noi chiudiamo»

Paolo Conte
Paolo Conte
 
BELLUNO.
Per un problema che si risolve, quello cioè del bando che entro luglio dovrebbe decretare il nuovo gestore della Fondazione Teatri per un triennio, ce n'è un altro, forse ben più importante e critico, che rimane aperto.  E che anzi rischia di mettere in forse l'esistenza stessa della Fondazione. Stiamo parlando della permanenza della Fondazione Cariverona tra i soci. Le polemiche scatenatesi in queste settimane e le esternazioni della politica, non sono piaciute troppo ai membri dell'organo veronese.  Il presidente Michele Romanelli lo sa bene, per cui invita a «cessare con le polemiche perchè», dichiara senza mezzi termini, «c'è il grosso rischio che la Fondazione Teatri vada verso lo scioglimento se non ci saranno risorse». E come si sa le maggiori risorse fino ad oggi le metteva proprio la Fondazione Cariverona.  Una situazione quindi molto precaria che Romanelli imputa alla politica. «La politica ha voluto entrare pesantemente nella Fondazione Teatri in vista della scadenza del contratto, ma così ha creato problemi. La Fondazione bancaria si è molto seccata per tutto quello che è accaduto e per la riduzione delle quote degli altri soci decise quest'anno (del 40%), e soprattutto del fatto che pur mettendo pochi soldi, c'è chi vuole comunque dettare legge. I rapporti, pertanto, si sono nel tempo incrinati, ma speriamo di poter ricucire».  Dopo l'uscita del consigliere bellunese, Paolo Conte, da gennaio la Fondazione Cariverona non ha più nominato un sostituito e questo, per Romanelli «è stato un segnale per vedere come ci saremmo comportati. Speriamo di aver superato questa crisi, altrimenti, senza il contributo veronese la Fondazione Teatri può chiudere». (p.d.a.)

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