Cansiglio ripulito entro fine anno

Veneto Agricoltura: «Al riparo da eventuali fitopatie» Poi la replica a Paola Berto: «È il suo pensiero personale» 



La grande paura, nei territori colpiti dalla tempesta Vaia, è che il bostrico possa assalire le piante schiantate fin dalla prossima primavera. Di qui l’esigenza di rimuoverle in fretta.

Sull’altopiano del Cansiglio non ci sono stati ritardi. Anzi. L’estrazione del legname dal bosco martellato dall’uragano, circa 30 mila alberi, sarà conclusa entro la fine dell’anno. Lo assicura il Commissario straordinario Albert Negro. «In questo modo», afferma, «salvaguarderemo, per quanto possibili, eventuali fitopatie».

I tronchi a terra, si sa, per due inverni sotto la neve non si troverebbero nelle condizioni ideali per salvarsi dagli attacchi. Da qui la preoccupazione anche di Paola Berto, consulente forestale, da qualche tempo in pensione da “Veneto Agricoltura”. A margine della “Fiera&Festival delle Foreste”, a Longarone, Berto ha dichiarato che nel post emergenze probabilmente si doveva agire diversamente, evitando che il legname in recupero venisse venduto alla Cina piuttosto che all’Austria; meglio sarebbe stato raccoglierlo e impacchettarlo in grandi aree, proteggendolo con le cure del caso e ponendolo in vendita magari fra due anni, a prezzi ben diversi da quelli di oggi. Una constatazione, piuttosto che un’accusa, quella di Berto. L’agenzia Veneto Agricoltura ha comunque ritenuto ieri di precisare che il proprio pensiero non è coincidente con quello della sua ex dirigente, «specie relativamente alla raccolta e vendita del legname schiantato dalla tempesta Vaia».

Fatto è che proprio Veneto Agricoltura, subito dopo l’evento di fine ottobre 2018, si è velocemente attivata nelle foreste in gestione (in particolare la foresta demaniale del Cansiglio) e già solo un mese dopo era stato individuato tutto il legname schiantato e assegnati i lotti alle ditte, le quali avevano immediatamente sottoscritto con l’Agenzia un protocollo per l’acquisto e la pronta estrazione del legname. In altre realtà, dove l’organizzazione forestale non è quella della Regione (Cansiglio, appunto), i tempi sono stati necessariamente più lenti.

Berto, peraltro, ha riconosciuto l’ottima gestione dell’emergenza e, per quanto riguarda il seguito, ha ammesso tutte le difficoltà derivanti da “una prima volta”. Resta il fatto, secondo Berto, che sulla base dell’esperienza di altri Paesi, sarebbe stato opportuno promuovere imprese forestali sul territorio e “banchizzare” il legname per non svenderlo. «Ci siamo trovati a operare in condizioni oltremodo difficili», afferma l’assessore alla Protezione civile, Gianpaolo Bottacin, «ma i tempi che ci siamo dati li stiamo tutti rispettando. Entro il mese di settembre, ad esempio, confermiamo la conclusione dei progetti per la messa in sicurezza dei siti valanghivi, non uno ma 150. Progetti, quindi, che saranno immediatamente cantierizzati. Se necessario lavoreremo anche sotto la neve».

Quanto alla Fiera di Longarone, Bottacin smentisce qualsivoglia illazione sulla mancata partecipazione della Regione. «Sia io che il presidente Zaia eravamo a Milano e Pontida, sabato e domenica. Il governatore ha inviato un messaggio di sostanza che conferma la condivisione del progetto». —

F.D.M.

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