Cansiglio, gli operatori chiedono strategie

Il Consorzio turistico ha incontrato Veneto Agricoltura ma l’agenzia non ha competenze. Ora si busserà in Regione



. Quale futuro per il Cansiglio? È la domanda posta ai vertici di Veneto Agricoltura dalla nuova gestione del Consorzio turistico Alpago Cansiglio in un incontro svoltosi ieri pomeriggio in municipio a Tambre.

Uno degli obiettivi del Consorzio era quello di venire a conoscenza di eventuali strategie turistiche dell’ente regionale che gestisce la foresta dei Dogi e di sviluppare un confronto sui temi legati al settore.

Da parte sua Veneto Agricoltura, con il direttore Alberto Negro, ha posto subito una premessa relativa al fatto che l’ente, pur essendo convinto della grande valenza turistica del comprensorio e della necessità di uscire dalla modalità “mordi e fuggi”, gestisce l’area e le strutture dandole in gestione, ma non si occupa di turismo. «Perché non c’è nelle nostre competenze», ha chiarito Negro, intervenuto all’incontro con il dirigente Domenico Vita.

Il direttore di Veneto Agricoltura si è mostrato comunque ben a conoscenza dei punti portati in discussione dal vicepresidente del Consorzio turistico Alpago Cansiglio, Giorgio Zampieri, presente come rappresentante degli imprenditori della zona insieme a Luigina Peterle e Mirco Fullin.

Tutti d’accordo nel convenire che le difficoltà nella gestione del Cansiglio non mancano, aggravate dalla tempesta Vaia di fine ottobre e dalle nevicate di maggio che rappresentano tutt’oggi un vulnus importante per la foresta sia sotto l’aspetto naturalistico che nella sua gestione. A iniziare dallo stato delle strade di collegamento e dei sentieri escursionistici interessati dagli schianti.

Sul tema delle strutture “ricettive” presenti oggi in Cansiglio, la situazione soffre da due anni della mancata riapertura del rifugio Sant’Osvaldo, dell’annosa questione dell’albergo San Marco, dell’incertezza sul futuro dell’area camper (gestita solo in minima parte) e del Museo della guerra fredda nell’ex base Nato che non trova gestori.

Dopo gli annunci dati dalla Regione negli anni scorsi, non sono seguite azioni relative alla gestione e all’effettiva riconversione di queste ex-strutture militari. A breve, l’unica struttura che tra breve (agosto?) tornerà a funzionare sarà il rifugio Vallorch, grazie all’accordo tra la società assicuratrice e Veneto Agricoltura.

«Le richieste di chiarimento e stato dell’arte fatte all’ente gestore della parte veneta della foresta del Cansiglio partono da chi in Cansiglio vive e lavora», ha chiarito Zampieri, «c’è la necessità infatti di pianificare, lavorare in maniera serena e riuscire a dare risposte valide e condivise anche a chi queste domande le pone ai gestori ogni giorno nei vari bar, ristoranti e agriturismi».

Passo successivo necessario per il Consorzio turistico Alpago Cansiglio sarà dunque quello di rivolgersi all’assessorato al turismo della Regione, Federico Caner, «per capire se a livello regionale c’è un’idea di sviluppo turistico dell’area Cansiglio e un conseguente impegno concreto nella sua gestione per riuscire a realizzare tutte le potenzialità superando le attuali difficoltà e dando risposte certe a chi ogni giorno vive queste problematiche». —



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