Cancia, ancora esplosivi per fare spazio alla briglia

Diramato l’avviso ai cittadini perchè non si preoccupino al rumore delle deflagrazioni Poi si passerà finalmente alla costruzione delle opere



Lunedì saranno fatti brillare altri massi a Cancia. Un messaggio inviato ai cittadini che abitano a Borca, e appeso nelle bacheche comunali, comunica che lunedì 14 (dalle 8 alle 15) c’è l’intenzione di procedere al brillamento di mine nel cantiere che si trova tra la Forcella Salvella e il Bus del Diau. I cittadini, come è successo per le altre operazioni di brillamento di grossi massi, vengono avvisati preventivamente in quanto durante le operazioni potranno sentire il rumore dell’esplosione e sapranno così che non ci sarà da avere paura. Si tratta degli ultimi massi che vengono sgretolati con l’uso dell’esplosivo che attualmente insistono nella zona dove dovrà prendere posto la vasca di dissipazione delle acque del Bus del Diau. È un’operazione fondamentale per consentire a uomini e mezzi di avanzare velocemente nella posa in opera delle strutture che serviranno a consolidare il canalone e a installare la briglia frangicolata prevista dal primo stralcio del progetto. L’opera è portata avanti dalla Provincia e ha l’obiettivo di mitigare il rischio idrogeologico sull’abitato di Cancia causato dalla frana dell’Antelao. Il cantiere attivo riguarda il primo stralcio del progetto di messa in sicurezza dell’abitato ( “Zona del nodo idraulico Forcella Salvella-Bus del Diau”), per un importo dei lavori di 2.963. 238 euro (con un quadro economico di 4. 135. 000). L’intervento consiste nella realizzazione di tre gruppi di opere: una briglia frangicolata del tipo “Sabo dam” (un’opera trasversale in cemento armato, funzionale a trattenere i massi più grandi della colata); la deviazione del Bus del Diau (è previsto il prolungamento del canale, deviando e spostando la confluenza esistente del corso d’acqua, anche con un vascone di dissipazione); la risagomatura della cosiddetta “Rovina di Cancia” (per conferire alle possibili colate detritiche un convogliamento il più possibile centrale rispetto al canalone, evitando il rischio di sormonto).

Dopo che i massi saranno fatti saltare verrà realizzata l’opera in muratura e acciaio vera e propria, con la tecnica del “jet grouting”, vale a dire una iniezione di calcestruzzo nel terreno. I massi residui che saranno rimasti verranno utilizzati per la riprofilatura di tutto il canale e per la realizzazione delle scogliere del canalone.

«Speriamo che il tempo tenga», dichiara Massimo Bortoluzzi, consigliere provinciale delegato alla Difesa del suolo, «noi, infatti, contiamo di andare avanti velocemente con i lavori. L’impresa sta correndo per fare il più possibile e arrivare a primavera con gran parte delle opere già in essere. Un ringraziamento particolare, oltre all’impresa, va agli uffici della Difesa del suolo della Provincia che hanno svolto un grande lavoro per far sì che questo importante cantiere cominciasse e proseguisse nel migliore dei modi». —



Riproduzione riservata © Corriere delle Alpi