California rivive, ma sul web
GOSALDO. «Le poche rovine che restano avvinghiate alla montagna sono la testimonianza che non è stato un sogno, che California è realmente esistita, che per molti esiste ancora, luogo dell’anima in cui tutto, vita, divertimento e sviluppo era ancora possibile». Così dice della perduta frazione di Gosaldo Luciano Cassol, nato a Roncoi di San Gregorio nel 1949. Oggi in pensione dopo una lunga carriera di tecnico informatico in una multinazionale a Milano, dove ancora risiede, si è dedicato con grande passione alla valorizzazione storica della sua terra d’origine.
E lo ha fatto anzitutto allestendo ed aggiornando costantemente un ricchissimo sito web (www.lucianocassol.it) in cui ha raccolto foto e documenti relativi a luoghi, eventi e personaggi, tutti di grande valenza storica e sentimentale. Ed una parte rilevante del suo lavoro è dedicata proprio alla storia di California, dalle sue origini minerarie alle prime ambizioni turistiche, dai fasti degli anni Cinquanta alla desolante fine del ’66, il tutto filtrato anche attraverso ricordi personali, ma soprattutto tramite testimonianze dirette, documenti, foto ed aneddoti, in grado di illustrarci esaurientemente la tragedia naturale ed umana allora consumatasi.
Attestata ufficialmente sulle carte dell’Igm dal 1888, California era sorta nel contesto di una rinnovata “corsa all’oro” legata alla vicina miniera di Vallalta, poi, una volta esauritasi l’attività mineraria si sviluppò quella turistica attorno ad una vecchia osteria, divenuta “Albergo alla California”.
Nel 1960 la frazione contava circa 150 abitanti e non furono pochi i locali e i “foresti”, soprattutto emigranti, che in questo appartato angolo agordino impegnarono risparmi e speranze costruendo prime o seconde case. Ma tutto finì spazzato via 50 anni fa, come illustra con dovizia di particolari Alessio Dalle Feste nel suo recente libro intitolato “4 novembre 1966 Gosaldo California”.
Gli abitanti dopo l’alluvione si trasferirono in gran parte a Sedico, dove nacque il quartiere di “Nuova California”, e della frazione agordina, raggiungibile tramite una passerella vicino alla confluenza Mis-Gosalda, in prossimità del borgo di Pattine (686 metri), restano solo desolanti ruderi sparsi tra gli ontani.
Il sito di Cassol contiene una sezione intitolata “California addio!” che illustra i momenti salienti della breve storia di questo paese, come le origini minerarie, l’apertura della strada del Mis nel 1919, l’arrivo della prima corriera della ditta “Doglioni e Martini” nel 1922, la ricostruzione dell’osteria bruciata dai nazisti e tanti ricordi di gioventù, segnati dall’avvento delle prime Vespe e Lambrette. Ma il pregio maggiore del lavoro di Cassol risiede nella documentazione fotografica, un’autentica miniera di immagini del tempo perduto, proposta in 4 sezioni: “California prima”, “California dopo”, “A I Stua” e “Sognando California”.
Walter Musizza
Riproduzione riservata © Corriere delle Alpi








