L’occhialeria piange Antonio Frescura “Toni Kador”

L’imprenditore di Calalzo si è spento a 95 anni. La presidente di Confindustria Belluno: «La sua creatività è arrivata in tutto il mondo»  

Addio all’imprenditore cadorino dell’occhiale Antonio Frescura “Toni Kador”. «Con Antonio Frescura se ne va un pezzo di storia e di cuore dell’occhialeria bellunese, ambasciatore autentico del Cadore e del Made in Italy nel mondo. Frescura è stato un “monumento” della nostra manifattura, un “leone” che ha attraversato i decenni con visione, lucidità e una passione sconfinata. È una perdita enorme, siamo sinceramente commossi, ma la sua eredità – umana e imprenditoriale – non sarà dispersa». A dirlo è Lorraine Berton, in qualità di presidente di Confindustria Belluno Dolomiti e di Anfao (l’Associazione nazionale dei fabbricanti di articoli ottici), ricordando Antonio Frescura, classe 1931, storico titolare della Kàdor, fondata nel 1962 nella sua Calalzo di Cadore, realtà specializzata nella produzione di occhiali in acetato.

«Antonio Frescura ha lavorato nell’occhialeria per 80 anni, anticipando linee e tendenze, praticando la vera innovazione e mettendola a disposizione del territorio: intere generazioni di imprenditori e lavoratori sono cresciuti con lui e gli resteranno per sempre grati», rimarca Berton.

 

«La sua creatività è arrivata in tutto il mondo: Toni ricordava sempre di aver fatto indossare i suoi occhiali al re Farouk d'Egitto e all'imperatrice Soraya, moglie dello scià di Persia, ma anche a Ornella Vanoni», prosegue Berton. «Lui stesso era un grande disegnatore, ispirato e visionario, esperto e appassionato d’arte. Nei suoi occhiali non c’era solo competenza tecnica ma tanto amore, l’anima più profonda del Cadore e delle sue Dolomiti».

 

Da qui il cordoglio di Berton: «Ci stringiamo ai familiari, alla comunità di Calalzo, dove è stato un punto di riferimento per tutti, ai suoi collaboratori e amici di tutte le generazioni. L’impegno di Confindustria Belluno Dolomiti e di Anfao - nelle quali ha ricoperto per numerosi anni la carica di consigliere - sarà quello di ricordarlo come merita».

Riproduzione riservata © Corriere delle Alpi