Caffont e Bianchet accolti a Palazzo Rosso
I due atleti ospiti della giunta De Pellegrin hanno raccontato i retroscena della trasferta canadese e le pressioni nel rappresentare l’Italia nelle competizioni di più alto livello

Pomeriggio di incontri e di sport ieri, sabato 4 aprile, a Palazzo Rosso, dove l’amministrazione ha accolto due grandi nomi dello snowboard internazionale, appena rientrati dalle tappe di Coppa del Mondo in Canada: l’atleta Elisa Caffont e Stefano Bianchet, skiman della nazionale italiana e maestro di sci, entrambi bellunesi. Un momento semplice ma sentito, che è andato oltre il saluto ufficiale. Tra domande, curiosità e aneddoti, Caffont e Bianchet hanno raccontato alcuni retroscena della trasferta canadese, dalle difficoltà tecniche della gara alla pressione di rappresentare l’Italia nelle competizioni di più alto livello.
«Ci tenevamo particolarmente a questo incontro», commenta l’assessore allo sport Monica Mazzoccoli. «Elisa ci aveva promesso che, una volta rientrata dal Canada, sarebbe passata a trovarci, e ha mantenuto la parola. È un gesto che racconta bene il legame che continua ad avere con Belluno. Allo stesso tempo è stato bello poter dare il giusto riconoscimento anche a Stefano, perché dietro ogni grande risultato sportivo c’è il lavoro prezioso di chi opera dietro le quinte».
Caffont e Bianchet, da parte loro, sono stati felici dell’incontro e grati per l’invito. «Non vivo più a Belluno da diverso tempo, ma mi fa sempre molto piacere tornarci», le parole di Caffont. «Le Olimpiadi sono state un bel momento di visibilità per il mio sport, tante persone hanno iniziato a seguirlo e ad appassionarsi, mi auguro che questa attenzione resti e che anche la Coppa del Mondo trovi lo stesso seguito». «Siamo grati per l’invito», aggiunge Bianchet, «mi fa sentire orgoglioso della mia città».
Particolarmente emozionato anche il sindaco Oscar De Pellegrin, che durante l’incontro ha condiviso un ricordo personale legato alla sua esperienza di atleta. «Ricevere sportivi in Comune ha sempre per me un significato speciale», ha detto a margine, «perché mi riporta a quando, dopo le Olimpiadi, venivo accolto anch’io dalle istituzioni. Sono momenti che restano impressi. Oggi come allora, dietro ai risultati ci sono sacrificio, passione, fatica e tanto lavoro. Belluno non può che essere orgogliosa di Elisa e Stefano, che in questi anni hanno portato il nome del nostro territorio nel mondo e alle Olimpiadi».
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