Burattini, i mille volti di uno scienziato

Un convegno ha celebrato la figura dello scienziato, diplomatico e militare nato nel 1617 ad Agordo
AGORDO. Chi era Tito Livio Burattini, l’uomo dai mille volti? A questa non facile domanda hanno risposto sabato pomeriggio in sala don Tamis ad Agordo quattro esperti studiosi, con altrettanti interventi suscitando l’interesse di un pubblico abbastanza numeroso.


Soddisfatta l’amministrazione comunale di Agordo che, con l’assessore Nadia Dell’Agnola, ha promosso il convegno per rendere omaggio allo scienziato nato ad Agordo l’8 ottobre 1617 e morto a Varsavia il 17 novembre 1681. Un personaggio assolutamente geniale, di caratura planetaria, rimasto troppo a lungo e ingiustamente nell’oblio, cui si doveva una memoria da parte della sua terra natale che egli ha indubbiamente onorato anche se la sua multiforme attività si è svolta soprattutto alla corte del re di Polonia.


Dopo il saluto dell’assessore all’Unione montana agordina, Stefano Tomè, e di Nadia Dell’Agnola, i quattro relatori sono stati presentati da Loris Santomaso. Ilario Tancon (laureato con una tesi su Burattini) ha relazionato su “Tra guerre e missioni diplomatiche”, Gianfranco Cisilino (autore di numerose ricerche e saggi) su “Egitto, telescopi, il dragone volante e gli studi sul metro”, Paolo Alessandrini (relatore in un recente convegno a Belluno su “Automi, misure e calcolatrici, il genio di Tito Livio Burattini”) su “Il pioniere del calcolo meccanico” e Luiberto Croce (dell’Aics “Caffi” di Belluno che ha prodotto rilevanti ricerche a Parigi con la scoperta di importanti documenti microfilmati) su “Il regio architetto di Polonia”.


In sintesi Burattini fu mezzo avventuriero e mezzo scienziato, un italiano che, nella Polonia del XVII secolo, seppe distinguersi nei campi più disparati, riuscendo a far circolare il suo nome nell’intera Europa. Uomo dalle mille risorse, egittologo, fu inventore, imprenditore, diplomatico. Studioso di matematica e fisica, fu il primo a chiamare “metro” quella “misura universale” che, a partire dalla fine del XVIII secolo, avrebbe progressivamente sostituito i diversi sistemi di misurazione presenti in Europa.


Appassionato di ottica, si dedicò alla fabbricazione di vari tipi di lenti, nonché alla costruzione di microscopi e telescopi. Astronomo, fu il primo a scoprire le “macchie” sul pianeta Venere. Interessato al problema del volo umano, progettò e realizzò una macchina per volare, il “dragone volante”. Elaborò sofisticati apparecchi idraulici. Ebbe successo come architetto.


Suddito fedele dei re di Polonia, Burattini fu inoltre impegnato in azioni militari e in missioni diplomatiche. Spiccò anche come imprenditore, dedicandosi alla gestione di miniere e zecche.
(g.san.)


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