Morte di Gaia a Cesana Beach, sotto accusa solo il Comune di Borgo Valbelluna. La Procura scagiona Veneto Strade
La perizia del pm sulla tragedia di Cesana Beach è stata condivisa con le parti civili. Enel Green Power avvertì del pericolo e Cesio fece un’ordinanza

L’unico colpevole per la morte di Gaia De Gol potrebbe essere il Comune di Borgo Valbelluna. Nella sua perizia, il consulente della Procura della Repubblica di Belluno, Carlo Gregoretti, scagiona sia Veneto Strade che lo Stato.
La perizia
Non c’erano dubbi, fin dall’inizio, sull’innocenza del Comune di Cesiomaggiore e di Enel Green Power, che hanno fatto quello che dovevano fare, a Cesana Beach.
Il lavoro, che era stato depositato nell’ufficio del sostituto procuratore Claudio Fabris, è stato condiviso con i consulenti delle parti civili (i familiari della 15enne studentessa di Colderù) per le osservazioni e, quando tornerà sulla scrivania a palazzo di giustizia, lo stesso pubblico ministero sarà in grado di individuare l’indagato o gli indagati.
Fascicolo contro ignoti, per ora
Il fascicolo aperto per l’ipotesi di reato omicidio colposo e lesioni colpose è ancora contro ignoti, ma per l’iscritto o gli iscritti dovrebbe essere ormai questione di settimane, se non addirittura di giorni. In linea di massima, il sindaco assume una posizione di garanzia in quanto responsabile dell’incolumità pubblica e della sicurezza urbana, con obblighi di intervento su situazioni di pericolo conosciute.
La sua responsabilità penale per omissione esiste se non prende provvedimenti per prevenire dei reati oppure neutralizzare dei pericoli. Ma può darsi che, oltre a Stefano Cesa, qualche altro amministratore o qualche tecnico si sia occupato della spiaggia sul Piave e di quella scogliera di massi, dove è morta schiacciata la ragazza ed è rimasta ferita la sua migliore amica.
Le indagini
Le indagini preliminari sulla tragedia dei 15 luglio 2025 non sono ancora terminate e anche quando ci sarà la loro chiusura scatterà la presunzione d’innocenza, di sicuro la mamma Yessica Sasso si costituirà parte civile con gli avvocati Roberta Resenterra ed Eleonora Secco; la nonna Carla Ferrighetto con Pierluigi Cesa; uno zio con Luca Savoldelli e i familiari dell’altra ragazza con Silvia Dolif. L’unica maniera per partecipare attivamente al processo e arrivare alla discussione finale con una richiesta di risarcimento danni, fermo restando che parallelamente ci potrà essere una causa civile.
La segnalazione non ascoltata
Enel Green Power aveva più volte segnalato sia alla Prefettura che ai Comuni di Cesiomaggiore e Borgo Valbelluna la pericolosità della zona, sia per il rischio di annegare nel Piave che di essere investiti dall’acqua in uscita dalle paratoie.
L’area era frequentata da molta gente e bisognava provvedere. La differenza è che, mentre Cesio ha emesso un’ordinanza di divieto di accesso all’area vicina allo sbarramento di Busche, Borgo Valbelluna non si è mosso.
Anzi, risulta che circa un mese dopo la tragedia il sindaco Cesa abbia informato Prefettura, Enel Green Power e Comune confinante di non aver preso provvedimenti, dal momento che le paratoie fanno parte del territorio cesiolino. Sarà davvero così? Se non lo fosse, questa sarebbe poco meno che una confessione.
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