Brucia l'Après Ski, distrutto il chiosco sul piazzale del Nevegal

Le fiamme sono partite da un frigorifero in corto circuito e si sono estese subito alla struttura in legno

Brucia nella notte l’Après Ski. Il popolare chiosco, tra l’arrivo della pista Coca e il piazzale del Nevegal, è andato quasi completamente distrutto per un incendio che sarebbe stato causato dal corto circuito di un banco frigorifero. Verso le due del mattino, dai cavi dell’apparecchiatura di refrigerazione si sono sviluppate fiamme alte e violente, che in pochi minuti si sono mangiate tutti gli interni e hanno raggiunto il tetto in legno, tegole e lamiera. . È stata una persona di passaggio o svegliata dal crepitio del fuoco ad accorgersi di quello che stava succedendo e ad avvertire i vigili del fuoco con una telefonata allarmata al 115. In quel momento non c’era nessuno né all’interno né all’esterno del locale, che era stato chiuso solo alcune ore prima dallo storico gestore Patrizio De Biasi. Non ci sono feriti, quindi.

I pompieri sono arrivati sul posto alle 2.15, il tempo necessario a raggiungere il colle dal Comando provinciale di via Gregorio XVI, con la prima partenza e, in un secondo momento, anche con l’autobotte. Due le squadre in campo, per un totale di sette uomini, che hanno cominciato un’opera di spegnimento resa ancora più urgente dalla naturale presenza di bombole di gas, che avrebbero potuto esplodere, con conseguenze potenzialmente devastanti anche per le strutture dall’altra parte della piazza. Prima che De Biasi fosse avvertito al cellulare dalla pattuglia dei carabinieri di Belluno, è stato necessario rompere il vetro del banco anteriore, per velocizzare il lavoro. Le fiamme sono state domate del tutto verso le 4, a quel punto sono cominciati lo smassamento della legna e la bonifica dei luoghi, che in seguito sono stati perimetrati con la fettuccia bianca e rossa per motivi di sicurezza.

La luce del sole di un sabato mattina con un buon numero di turisti sul colle cittadino ha dato la desolante dimensione dell’accaduto, in uno dei luoghi del Nevegal più frequentati non solo da chi ha voglia di gustarsi un panino Sludro o da un Lady Porsea - magari innaffiato da un bicchiere di vino o di birra - ma anche da chi vuole fare un po’ di festa in compagnia. Si è salvata soltanto la terrazza anteriore, mentre dal bancone in poi è rimasto lo scheletro circondato da una grande quantità di cenere. I danni sono stati quantificati in decine di migliaia di euro, ma è soltanto una prima stima. Il titolare è assicurato. L’altro aspetto, che bisognava capire, era la causa dell’incendio. Esclusa fin da subito l’ipotesi dolosa, cioè il gesto volontario di qualcuno che potrebbe avere motivi di rancore nei confronti di De Biasi. Non sono stati trovati inneschi o sostanze acceleranti.

Secondo le prime indagini svolte da vigili del fuoco e dai carabinieri, le fiamme si sarebbero sviluppate per il corto circuito di un frigorifero sul retro e hanno trovato un terreno fertile nei generi alimentari e negli ambienti costruiti in legno. L’attività è inevitabilmente interrotta, ma presto cominceranno i lavori di ricostruzione. Nel frattempo, De Biasi potrebbe garantire il servizio di ristorante in maniera diversa. Il suo stato d’animo, a maggior ragione dopo i recenti investimenti, era comprensibilmente disperato. —

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