Borgo Valbelluna, corsa ad intestarsi la svolta per Acc: è un derby tra D’Incà e Giorgetti
Il ministro bellunese sottolinea il proprio lavoro e i meriti della vice Todde. Bordata del titolare del Mise contro i pentastellati, Zaia gli fa i complimenti

IL CASO. Due ministri, due diverse ricostruzioni della vicenda. Se le parole e i toni di soddisfazione per la svolta impressa dall’offerta vincolante di Sest sono sovrapoponibili, la narrazione degli ultimi passaggi nella tormentata storia di Acc pone Giancarlo Giorgetti (Lega) e il collega al governo Federico D’Inca (M5s), di qua e di là della barricata, ciascuno attento ad intestarsi (a sé o ai suoi) buona quota dei meriti. Con il primo, titolare dello Sviluppo economico, a sottolineare che se fosse stato per i pentastellati saremmo fermi al progetto sgonfio del polo nazionale dei compressori, e il bellunese ai Rapporti con il parlamento che ringrazia tutti dalla vice ministro in giù, ma il ministro no.
«Da parte del governo», dice D’Incà, «c’è stata la massima attenzione per questa vicenda e, assieme alla vice ministro Alessandra Todde, al commissario Castro e al sindaco di Borgo Valbelluna abbiamo seguito le fasi che hanno portato a questo risultato. Ho seguito la vicenda dal 2019 quando la proprietà cinese ha annunciato la volontà di lasciare il sito, poi col governo Conte è nato un percorso che ha portato all’amministrazione straordinaria. Speriamo che questa proposta possa portare speranza al’Acc e nell’intero tessuto produttivo».
Giorgetti, censurato nella nota, si fa vivo con un comunicato suo: «Seguo con attenzione, ottimismo e serietà la vicenda di Acc e dei suoi lavoratori – dice il leghista – E se tutti continueranno a impegnarsi e a fare la propria parte senza pregiudizi e nell’interesse delle persone che lavorano, si potrà dare un futuro alla nuova Acc. Si è finalmente arrivati ad una svolta reale a conferma che altre ipotesi, come Italcomp erano impraticabili per mancanza di presupposti concreti», conclude attendendo le comunicazioni del commissario Castro, per «poter accettare l’offerta pervenuta». Il presidente della Regione, tra i due non ha dubbi: detta parole di grande apprezzamento solo per Giorgetti. Questione di appartenenza?
L’assessore regionale al lavoro, Elena Donazzan, che da esponente di Fratelli d’Italia non ha referenti al governo, sul derby di palazzo Chigi non si schiera. Il suo grazie va tutto al commissario Maurizio Castro, al limite alla filiera territoriale. «Acc ha avuto la forza di resistere a Wanbao, alla timidezza della politica nella difesa del comparto dell’elettrodomestico di cui Acc è l’ultimo produttore – dice – Solo con la forza dei lavoratori, dei sindacati, del territorio si è arrivati ad oggi. Tutto è sempre stato sulle spalle del commissario Castro. Stiamo già lavorando per riqualificare e rioccupare i lavoratori che non rientreranno nel definitivo perimetro produttivo».
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