Bettiol: «Una smart city interattiva coi cittadini»
BELLUNO. I consiglieri della lista di Claudia Bettiol hanno deciso di devolvere i loro eventuali gettoni di presenza a iniziative di solidarietà sociale. A darne notizia la stessa candidata sindaco nel corso della presentazione del progetto “Comuni-chiamo” che collega direttamente i cittadini all’amministrazione comunale attraverso un software e un’applicazione gestibile da smartphone. Un gesto ritenuto dovuto vista la situazione economica critica in cui versa anche il bellunese, ma soprattutto un segnale di responsabilità da parte di chi si appresta a fare politica “in modo nuovo”. «Si aggrava la mancanza di posti di lavoro e aumenta il disagio sociale», esordisce Bettiol che poi cita gli 8 miliardi di euro stanziati dalla comunità europea per far fronte alla disoccupazione giovanile in Italia e la possibilità che l’Europa finanzi investimenti sulla banda larga. «Lì le risorse ci sono. Sarà una delle prime iniziative che andremo a fare per creare posti di lavoro soprattutto per i giovani», sostiene Bettiol, «e Deborah Serracchiani (europarlamentare del Pd, ndr) ci farà da tramite per ottenere queste risorse». Nel merito della smart city che Belluno dovrebbe diventare interviene il candidato consigliere Enrico Bortoluzzi, uno dei curatori del sito web bellidee.net che raccoglie osservazioni e suggerimenti per migliorare la città: «Si tratta di obiettivi raggiungibili da subito a costo zero, come il wi-fi sociale, che può facilmente arrivare a coprire tutta la città. Il Comune può farlo investendo al massimo 10.000 euro e i cittadini collaborano mettendo a disposizione il loro collegamento». E all’internet per tutti, compresi i turisti che in questi giorni vagano a caso per la città senza alcuna guida o indicazione, si affianca “Comuni-chiamo” il software ideato e realizzato da due universitari bolognesi per favorire l’interattività tra i cittadini e l’amministrazione comunale. Sono già 40 i Comuni in Italia che hanno chiesto di utilizzare questo sistema che permette ai cittadini di segnalare all’amministrazione problemi e disagi e al Comune di mappare, selezionare e porre delle priorità d’intervento in base al numero e alla natura delle segnalazioni (che verranno aggiunte a quelle tradizionali via telefono). Una piattaforma informatica che può essere utilizzata anche su smartphone scaricando l’applicazione «e che al Comune costerà 5.000 euro», fa presente Bortoluzzi che cita anche «il recupero del rapporto con la frazione e i comitati frazionali che rappresentano l’aspetto umano». Per Erika Dal Farra «è un primo passo per mettere in prima linea l’interesse dei cittadini», mentre per Alessandro Da Rold «va incontro al desiderio delle persone di avere la possibilità di interagire con l’amministrazione».
Ezio Franceschini
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