Belluno, un lavoro alle persone con maggiori difficoltà

Torna il finanziamento regionale ai progetti di Reddito di inclusione attiva. A Belluno partirà a breve anche il piano Educare per prevenire la morosità
BELLUNO. Torna il reddito di inclusione attiva per le persone che, per problemi diversi, non riescono a trovare lavoro. Il 2018 sarà il terzo anno del progetto finanziato dalla Regione Veneto e realizzato da alcuni Comuni della provincia, con Belluno a fare da capofila. Finora, nel progetto, sono stati inseriti Belluno, Feltre, Limana Longarone e Ponte nelle Alpi, ma hanno già presentato domanda anche Sedico, Mel, Alpago e Santa Giustina che dovrebbero essere finanziati sicuramente, anche se la cifra precisa ancora non si conosce (dovrebbe aggirarsi sui 50 mila euro).


I risultati del Reddito di inclusione attiva (che in passato si chiamava Reddito di ultima istanza), infatti, sono positivi, come sottolineato dalla giunta del capoluogo nella delibera che approva il nuovo progetto Ria e che nel 2018 verrà finanziato dalla Regione con 114.687 euro suddivisi per i cinque comuni già aderenti al progetto, in base alla popolazione: a Belluno 59.687 euro per una spesa complessiva cofinanziata dal Comune di 71.624 euro; a Feltre 28.700 euro per una spesa complessiva di 34.440; a Limana 7.300 euro su 8.760; a Longarone 7.400 euro su 8.880 e a Ponte nelle Alpi 11.600 su 13.920.


Durante lo scorso anno sono state aiutate 45 persone: 23 a Belluno, 8 nell’Azienda Feltrina, 2 a Limana, 3 a Longarone e 9 a ponte nelle Alpi. Nella maggior parte dei casi si tratta di over 30 italiani (24 soggetti) e nel complesso 11 persone sono riuscite ad ottenere un lavoro stabile dalla realtà nella quale hanno collaborato.


«Ci sono due tipi di Ria», spiega l’assessore ai servizi sociali del Comune di Belluno, Valentina Tomasi. «I Ria di sostegno sono rivolti alle persone che hanno forti disabilità o problemi psichiatrici e molto difficilmente potrebbero trovare un lavoro per raggiungere l’autosufficienza. Quasi sempre queste persone hanno sussidi di altro tipo, ma un tirocinio lavorativo per loro è comunque un’esperienza molto positiva. I Ria di inserimento, invece, sono tirocini da 6 mesi in su retribuiti con una borsa lavoro di 500 euro al mese. In alcuni casi il tirocinio si conclude con un’assunzione. In questo caso vengono aiutate persone che hanno perso il lavoro e che faticano a trovarne uno nuovo per ragioni di età, perché non hanno qualifiche specifiche o disponibilità di tempo, come le madri sole che non possono fare turni».


Educare.
Nella seduta di giunta di oggi verrà approvato un altro progetto rivolto alle persone in difficoltà, particolarmente innovativo e sostenuto da Cariverona con 120 mila euro. «Abbiamo visto che n molti casi», dice l’assessore Tomasi, «le persone che si trovano in difficoltà con l’affitto o le bollette hanno problemi nella gestione delle risorse disponibili, che sarebbero sufficienti alle necessità mensili con una gestione più attenta. Con l’aumentare della morosità, però, finiscono in crisi reale e ci sono diverse persone che accumulano un debito continuo. Per prevenire queste situazioni, abbiamo deciso di affidare questi casi a due educatori che aiuteranno famiglie o soggetti in difficoltà nella gestione economica domestica». Il Comune aveva chiesto un finanziamento di 200 mila euro e a fronte delle minori risorse dovrà riformulare il progetto.




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