Belluno, ritardo diagnostico risarcito con 500 mila euro dall’Ulss 1

Il paziente soffriva di un mieloma ma il medico di base non se n’era accorto e la malattia si è aggravata

Gigi Sosso
L'ospedale San Martino di Belluno
L'ospedale San Martino di Belluno

Diagnosi tardiva e la malattia peggiora. Oltre 500 mila euro per un ritardo diagnostico. È il risarcimento ottenuto da un 72enne bellunese, che si era rivolto al team Giesse per un caso di presunta malasanità. Nel 2016, l’uomo era solito effettuare dei prelievi di sangue a seguito dei quali, stando al suo racconto, l’allora medico di famiglia che lo aveva in cura non avrebbe disposto ulteriori esami ed accertamenti, malgrado la presenza di alcuni valori sospetti.

Dopo un peggioramento delle sue condizioni di salute, il paziente si era rivolto all’ospedale San Martino di Belluno. All’esito degli ulteriori esami ematochimici, prescritti a quel punto con urgenza, l’allora 62enne era stato ricoverato a Belluno con diagnosi di “mieloma con insufficienza renale ed anemia severa”. “Secondo i nostri medici legali, questo ritardo diagnostico – spiega Gennaro Pisacane, referente di Giesse Risarcimento Danni a Belluno – avrebbe permesso alla malattia di aggravarsi progressivamente, causando un grave danno renale. La sua vita, ancora oggi, è caratterizzata da terapia chemioterapica, dialisi, assunzione di diversi farmaci e regolari visite di controllo. È stato dichiarato invalido civile al 100%”.

Giesse Risarcimento danni ha ottenuto la somma per il 72enne bellunese in via stragiudiziale, nel senso che non si è arrivati alla causa civile, ma la vicenda è stata risolta prima di andare davanti al giudice.

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