Belluno, la polizia arresta quattro finti carabinieri: 4 etti di oro sottratti a un anziano col solito raggiro

Operazione della Mobile dopo un raggiro messo in atto da quattro pugliesi trasfertisti: bloccati a Cadola. Gli ori nascosti nel vano dietro i fusibili dell’auto

Gli ori portati via e nascosti nella bandana
Gli ori portati via e nascosti nella bandana

Truffano un anziano a Ponte nelle Alpi; quattro arresti da parte della Mobile della questura di Belluno che recupera anche quasi mezzo chilo di oro che i pugliesi avevano portato via all’87enne. I monili erano stati nascosti nell’auto della fuga: nel vano fusibili.

Gli ori rubati all'anziano nascosti nel vano fusibili dell'auto: il video della polizia di Belluno

I quattro soggetti gravemente indiziati di truffa aggravata hanno agito con il solito metodo del finto carabiniere: una telefonata all’utenza dell’anziano da parte di un truffatore che si dichiara un poliziotto o un carabiniere. Questa volta il malvivente ha dichiarato che la targa della vittima era stata clonata e coinvolta in qualche rapina in cui erano stati sottratti dei monili motivo per cui era necessario verificare se in casa fossero presenti gioielli di valore. Così, effettivamente, dopo lunghe telefonate, alla porta della vittima si è presentato uno sconosciuto: fingendosi un carabiniere ha prelevato i valori messi da parte dalla vittima, e per ben due volte.

L’attività investigativa della Squadra Mobile ha permesso intanto di intercettare l’auto dei  truffatori,  fermata poco dopo il fatto a Cadola: a bordo  quattro  soggetti, tutti originari della provincia di Bari, tre di loro sulla trentina mentre il quarto classe 77, uno solo incensurato. Ad insospettire ulteriormente gli investigatori sono state le dichiarazioni generiche e discordanti rese loro dai quattro uomini che hanno cercato, inutilmente, di convincerli che si trovavano nel Bellunese per una gita. Dagli accertamenti che sono seguiti, in un borsello di  uno dei quattro è stata trovata una prima bustina in plastica con all’interno dei monili. Le ulteriori verifiche hanno permesso alla Mobile di  ricostruire la dinamica degli spostamenti, tipica per questi reati: i truffatori erano partiti dalla provincia di Bari, con destinazione Belluno, passando la notte in un hotel a Marghera (Venezia), probabilmente per tentare di non lasciare tracce.

 

La polizia ha trovato il bottino dietro il vano della scatola fusibili della Giulietta
La polizia ha trovato il bottino dietro il vano della scatola fusibili della Giulietta

L’attenta analisi del telefono, il cosiddetto “citofono”, tipicamente utilizzato da chi mette in atto simili episodi illeciti per guidare chi materialmente sottrae i preziosi sul posto, ha consentito di individuare l’abitazione della possibile vittima: qui si è verificata l’effettiva sottrazione di tutti gli ori presenti in casa, alcuni di grande valore, e certamente di grande valore sentimentale, come raccontato dalla povera vittima, trattandosi di gioielli di famiglia.

È bastato poco per capire che si trattava del solito modus operandi di queste truffe: la cornetta dell’utenza fissa era ancora occupata da ore, e in un primo momento la vittima era convinta che gli agenti di polizia fossero in realtà ancora militari dei carabinieri.

Decisiva è stata quindi la perquisizione sull’auto: sotto lo sterzo, e più precisamente dietro al vano contenente la scatola fusibili gli investigatori hanno rinvenuto un foulard nel quale era stato nascosto tutto il resto della refurtiva, circa 400 g di monili in oro.

I quattro pugliesi sono stati arrestati su disposizione del pubblico ministero e  tradotti in carcere a  Baldenich in attesa dell’udienza di convalida: il gip quindi  ha disposto l’obbligo di dimora nel comune di domicilio. Per i quattro soggetti, poi, si prefigura una ulteriore disposizione del foglio di via obbligatorio da Belluno.

 

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