Belluno, inciviltà e degrado in piazza Mazzini. L’istanza popolare finisce in Prefettura

I cittadini: una telecamera contro maleducati e vandali.

Il sindaco porterà le richieste al Comitato ordine e sicurezza

Alessia Forzin

BELLUNO. Vivere fra piazza Mazzini, via del Cansiglio e via San Pietro significa combattere con la maleducazione e l’inciviltà. Rifiuti abbandonati, persone che imbrattano le strade e le macchine con i loro escrementi, auto parcheggiate nei pochi stalli per residenti pur non avendo il necessario permesso. I cittadini sono esasperati, e a giugno hanno raccolto le firme in una manciata di giorni per chiedere al Comune di occuparsi della situazione. Che, in estate, è anche degenerata, perché ci sono state un paio di colluttazioni in zona.

Ieri il primo firmatario, Daniele Montini, ha chiesto al consiglio comunale, riunito in Sala Bianchi, «un intervento immediato, con almeno una telecamera di videosorveglianza, assente in zona, e maggiori controlli da parte delle forze dell’ordine», anche sulla sosta non autorizzata dei veicoli. Il sindaco Massaro ha assicurato che porterà la questione al Comitato ordine e sicurezza pubblica, che si riunisce ogni mese in Prefettura e al quale partecipano le forze dell’ordine.

IL DIBATTITO

«La questione, ahimè, è nota», ha premesso Massaro. «Ne abbiamo anche già parlato nel Comitato ordine e sicurezza pubblica. Le telecamere vengono installate dove le forze dell’ordine ne rilevano la necessità, vedremo di segnalare anche piazza Mazzini».

Massaro ha però anche ricordato che le immagini raccolte dalle telecamere possono essere usate solo se si verifica un reato, e i comportamenti incivili segnalati dai cittadini non sono penalmente rilevanti. Vengono sanzionati solo in via amministrativa, con una multa.

Dalla minoranza è arrivato l’appello ad agire, perché quella portata ieri in aula non era la prima petizione del genere. «Devono tornare i poliziotti di quartiere», ha suggerito Francesco Pingitore. Addamiano ha invece richiamato l’amministrazione al «senso di responsabilità» e ad abbandonare «un atteggiamento lassista e passivo» nei confronti di questi episodi. «Si poteva e doveva intervenire prima», ha aggiunto il capogruppo di Obiettivo Belluno - Fratelli d’Italia. Marzio Sovilla (Lega) ha invitato a non sottovalutare il problema, «perché si rasentano situazioni di delinquenza», Nicolini ha posto invece l’attenzione sul tema dell’educazione.

Alla fine Daniele Montini ha ribadito le richieste dei cittadini: «Le telecamere possono essere un deterrente, dissuadere dal compiere certe azioni», ha concluso. «Non deve passare un senso di impunità», ha aggiunto fuori dalla sala.

CORSIE CICLABILI

Un altro tema che ha sollevato diverse polemiche negli ultimi giorni è quello delle corsie ciclabili. A portarlo in consiglio ieri è stato Franco Roccon, che ha ribadito la sua posizione sulla pericolosità (per i ciclisti ma anche per gli automobilisti) delle «mini-ciclabili», come le ha definite. L’assessore Alberto Simiele ha ricordato che le corsie ciclabili sono strumenti nuovi, che prevedono una carreggiata condivisa fra auto e bici e ha contestato una visione «auto-centrica. La mobilità sostenibile è nel nostro programma e continueremo a portare avanti iniziative in tal senso», ha concluso.

Le posizioni restano distanti: «Questa città aveva bisogno di ben altro, per esempio di tappare le buche sulle strade», ha replicato Roccon.

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