Belluno, il bilancio passa all’unanimità, più vicina l’unità in Provincia

Il consiglio approva tutte le delibere nel segno della continuità amministrativa. Ma per la distribuzione delle deleghe bisogna aspettare ancora una settimana
Irene Aliprandi

BELLUNO. Bilancio di previsione e Dup approvati all’unanimità. Se al presidente della Provincia, Roberto Padrin, serviva un segnale dall’opposizione, ieri i quattro consiglieri lo hanno dato forte e chiaro. I documenti, infatti, sono frutto del lavoro fatto dalla precedente amministrazione, dove centrodestra e centrosinistra operavano uniti e il voto di ieri in consiglio conferma l’auspicio di proseguire su quella strada. Per le deleghe, però, bisognerà aspettare ancora, almeno la prossima settimana.

Ad illustrare il bilancio è dunque stato lo stesso presidente Padrin, riassumendo i capitoli più rilevanti. Le principali entrate di Palazzo Piloni sono: l’imposta di trascrizione (7,8 milioni), l’Rc auto (6,6), i contributi correnti dallo Stato (10,640), i trasferimenti correnti dalla Regione (1,2), i canoni idrici (15,350), i sovracanoni (685 mila euro), i contributi statali per la viabilità (520 mila euro per ponti e viadotti e 3,911 milioni per le manutenzioni), i contributi regionali per investimenti nel trasporto pubblico (2 milioni in due anni), un contributo statale per l’Iti Segato (3,393) e un altro per il liceo classico (3,9) e Il contributo del Fondo comuni confinanti per l’Istituto agrario di Vellai (920 mila euro).

Si aggiungono poi altre entrate minori (la più sostanziosa viene dal Fcc per il progetto di marketing territoriale da un milione abbondante), ma soprattutto i fondi straordinari statali per la viabilità: 3,9 milioni per le manutenzioni del 2022 e altri 7,9 milioni per tre anni per la messa in sicurezza delle infrastrutture.

Per quanto riguarda le spese, il personale costa 5,633 milioni (136 persone a vario titolo, delle quali 16 in capo alla Regione), l’acquisto di beni e servizi (25,667 milioni), i trasferimenti correnti (10,391) per citare le più rilevanti. Si aggiungono poi 9,280 milioni di prelievo forzoso che Palazzo Piloni spera di non dover più versare nei prossimi anni, dopo aver avanzato la richiesta a favore delle tre Province interamente montane.

Oltre ai lavori sulle scuole e a quelli per la difesa del suolo (ci sono 19,723 milioni di lavori in corso e altri 4,5 milioni circa tra somme urgenze e interventi programmati); rimane il grande problema della convenzione con Veneto Strade che scade nel 2025 e da tempo si sperava destinata a estinguersi prima con il ritorno di Anas. Il passaggio, però, non è ancora avvenuto e non è imminente. La Provincia, quindi, deve continuare a trasferire alla società 6,6 milioni per le strade provinciali storiche e altri 5 milioni per le ex Anas. «Siamo ancora in attesa del passaggio ad Anas di quei 382 chilometri», ha spiegato Padrin. «Fino a quando rimarrà in essere la convenzione con Veneto Strade i nostri spazi di manovra rimarranno limitatissimi».

Sul bilancio sono intervenuti i consiglieri Perenzin e De Bon per la maggioranza e Bogana e Gosetti per l’opposizione che, come detto, ha approvato il documento, frutto di scelte fatte in collaborazione. Per Padrin si tratta di un voto non scontato, vista la delicata trattativa in corso con il centrodestra, e che sicuramente porta distensione al tavolo di confronto. La prossima, dunque, dovrebbe essere la settimana decisiva per sciogliere tutti i nodi.

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