Belluno: fuga da Dolomiti Turismo

La Camera di Commercio cede le quote della società. Doglioni: "Chiudetela"
La sede della Camera di Commercio in via Roma
La sede della Camera di Commercio in via Roma
BELLUNO.
«Secondo me sarebbe meglio chiuderla». La Camera di Commercio ha deciso di uscire dalla società Dolomiti Turismo, partecipata al 28,57% insieme alla Provincia (66,67%) e alla Comunità montana Feltrina (4,76%) che ha già annunciato da tempo di voler procedere allo stesso modo. La scelta è stata fatta ieri dal consiglio camerale e crea «seria preoccupazione» a Palazzo Piloni.

Le quote della Cc valgono 15 mila euro. Una decisione presa all'unanimità motivata, ufficialmente, dalla constatazione che: «Sono venuti meno i presupposti in base ai quali, a suo tempo, era stato deciso che la Cc aderisse a Dolomiti Turismo». Frase subito ripresa dal presidente della Provincia Bottacin, che dice: «Non sono cambiati i presupposti che portarono alla nascita della società, nè sono cambiate le funzioni nostre o della Cc. Aspetto di capire quali sono le motivazioni che hanno portato il consiglio camerale a questa determinazione, pensando che a Dolomiti Turismo fanno capo quasi 40 dipendenti».

Di questi 32 sono gli impiegati degli Iat, dipendenti della Provincia in comando alla società, che però ha 7 dipendenti suoi. Che fine faranno?

Creata nel 2006 dal contenitore vuoto di una società per gli espropri, Dolomiti turismo perderà anche la Cm Feltrina. Il presidente Ennio Vigne dice: «Noi ci siamo per sbaglio, perché avevamo aderito alla società degli espropri. Da anni diciamo che siamo disponibili a cedere le nostre quote, perché la partecipazione non ha senso, non abbiamo competenze».

Il presidente della Camera di Commercio, Paolo Doglioni, spiega: «Con la Provincia abbiamo un rapporto fantastico, lavoriamo sempre e da sempre in modo costruttivo e sinergico, ma dobbiamo fare i conti con la struttura burocratica e di controllo della nostra Camera di Commercio, che ha evidenziato come la nostra presenza in Dolomiti Turismo mal si concilia con le nostre funzioni. In passato potevamo essere funzionali alla società, ma la Provincia è artefice totale di quello che succede in Dolomiti Turismo. Noi», continua Doglioni, «siamo spettatori muti e non potrebbe essere diversamente». La Camera di Commercio partecipa anche nel Consorzio Dolomiti e la differenza sta nei ruoli: questo fa commercializzazione turistica, mentre Dolomiti Turismo fa informazione e promozione. «Il nostro ruolo è venuto meno», continua Doglioni, ma continueremo a collaborare. Io suggerisco di chiudere la società, facendola traghettare da un commissario straordinario, ma di recuperare a tutti i costi la grande professionalità del presidente Renzo Minella, figura fondamentale in questo settore».

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