Usl 1, il secondo elicottero allunga il volo. In inverno sarà attivo cento giorni

Stagione speciale per la squadra dei soccorsi: otto ambulanze in più, in campo 150 uomini al giorno. Un Artva speciale aiuterà le ricerche in caso di valanghe

Marcella Corrà
L'elicottero del Suem in pista
L'elicottero del Suem in pista

«Una stagione invernale speciale», l’ha chiamata il direttore generale della Ulss Giuseppe Dal Ben. E non solo perché a febbraio comincia il mese olimpico, ma soprattutto perché l’affluenza turistica è in costante crescita e la sanità bellunese si adegua, potenziando i servizi per i cittadini già a partire da venerdì.

Il secondo elicottero

Arriva mercoledì 3 dicembre e sarà attivo (con base nella sede del Soccorso alpino) da venerdì 5 dicembre fino al 18 marzo il secondo elicottero, che lo scorso anno aveva coperto soltanto il periodo che va dal 20 dicembre al 20 gennaio. Cosa ha convinto l’Ulss a potenziare i servizi sanitari?

Uno dei grafici presentati martedì dal dg Dal Ben in un affollato incontro con tutti gli operatori del settore (dal prefetto Roccoberton, al questore Della Rocca, ai vertici della Finanza e dei carabinieri, ai volontari delle ambulanze e del soccorso alpino) mostra i dati degli accessi ai Pronto soccorsi degli ospedali bellunesi fino a ottobre, confrontati con quelli degli anni scorsi.

Ebbene, a ottobre la linea degli accessi ha cominciato a crescere molto di più rispetto al 2023 e al 2024. Vedremo poi se i dati confermeranno il trend: l’inverno scorso ci sono state tra l’8 dicembre 2024 e il primo aprile 2025 16.022 chiamate al Suem (il 57% prima delle 16), le missioni sono state 6.816 (in pista 1.197 interventi), gli interventi con elisoccorso 350 (195 in pista). Il 32% dei di soccorso ha riguardato il comprensorio di Cortina, il 31% Arabba, il 16% il Civetta e il 10% Falcade. Basta questo per capire che il turismo influenza in modo importante anche l’organizzazione sanitaria sull’intero territorio provinciale.

Personale e mezzi

Come rispondere a queste esigenze? Aumentando il personale, innanzitutto. Ci saranno un medico e un infermiere in più per ogni turno nei Pronto soccorsi. Inoltre viene estesa l’attività del secondo elicottero (dal mese dell’anno scorso ai tre mesi e mezzo di quest’anno), mentre il primo resta di stanza a Pieve di Cadore. Gli elicotteri voleranno dalle 8 alle 20: dopo il tramonto si utilizzeranno i visori notturni con faro di ricerca.

Nel corso del 2025 sono state effettuate 32 missioni in notturna da parte di Falco, mentre dalle 20 alle 8 il servizio di elisoccorso è stato e sarà assicurato da Treviso. Altro settore che viene potenziato è quello delle ambulanze, otto in più: una a Cortina, una ad Auronzo, due tra Arabba e Livinallongo, una ad Alleghe e una a Falcade; ce ne sono poi due specifiche per il periodo olimpico a Valle di Cadore e San Vito.

Queste otto ambulanze vanno ad aggiungersi alle 23 già presenti, che si avvalgono del grande impegno del volontariato. Oltre a questi mezzi c’è una ambulanza medicalizzata notturna che ha sede a Santo Stefano di Cadore, presenza fondamentale vista la chiusura notturna della galleria del Comelico.

Tutto pronto anche per i soccorsi in valanga: presenti anche le unità cinofile per le ricerche in caso di valanghe in collaborazione con il Soccorso alpino e la Guardia di Finanza. C’è poi un apparecchio Artva, sviluppato per essere utilizzato con l’elicottero in zone più ampie e in tempi rapidi per la ricerca di persone rimaste sotto la neve che abbiano a loro volta l’Artva.

I numeri

Ogni giorno, ha annunciato Dal Ben, saranno in campo due équipe di elisoccorso con medico rianimatore, infermiere, tecnico di elisoccorso e unità cinofila, 20 medici nei pronto soccorsi e punti di primo intervento (Cortina e Auronzo), 40 infermieri, Oss e autisti, 40 persone di soccorso piste interforze, 45 volontari di ambulanze e le squadre a terra del Cnsas e del soccorso alpino della Guardia di finanza.

Soccorsi in pista

Sulle piste della Marmolada i soccorsi saranno garantiti dal Soccorso alpino, ad Arabba dai carabinieri, dalla polizia e dall’esercito, ad Alleghe dall’esercito e dai carabinieri forestali, a Zoldo dai carabinieri, in Nevegal dai carabinieri forestali e dai volontari, a Forcella Aurine dai volontari, sul monte Avena dalla Croce Rossa. Per quanto riguarda Cortina, in Tofana c’è la polizia, sul Faloria i carabinieri, alle 5 Torri la guardia di finanza, al Lagazuoi la polizia e a San Vito la polizia.

Dal Ben ha anche illustrato il percorso formativo con gli impiantisti, in vista di una stagione invernale che si preannuncia intensa: «Abbiamo coinvolto nell’aggiornamento 16 società e 34 impianti a fune. E avviato un progetto di prevenzione e vigilanza. Qualche settimana fa abbiamo incontrato 46 rappresentanti delle società funiviarie e 3 rappresentanti sindacali, oltre ai vertici dell’Anef».

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