Batteri nell’acqua: sul colle non si può bere

L’Usl li ha trovati e Gsp ha già disinfettato: la soluzione entro martedì. Preoccupati gli operatori

BELLUNO. Nevegal da non bere. Prima il comunicato di Gsp, a ruota quello del Comune di Belluno: l’acqua del colle non è potabile. Una sciagura anche per gli operatori e non solo per l’acquedotto, alla vigilia di tutta una serie di manifestazioni del fine settimana: domani il tour enogastronomico Giro dei Cicheti e domenica l’inaugurazione del rifugio Brigata Cadore con l’abito nuovo. Quello artistico. Qualcuno ha provato a sdrammatizzare, sostenendo che sul colle si bevono solo vini e birra, ma la questione è seria e per niente semplice. L’Usl di Belluno ha rilevato la presenza di batteri nei campioni prelevati, nei giorni scorsi, dalla rete idrica locale. Questo significa che, fino a nuovo ordine, c’è il divieto di utilizzare l’acqua del sindaco per usi alimentari: non si beve e non si cuociono cibi.

Già ieri mattina Gsp ha provveduto a disinfettare e clorare l’acqua, sia nei serbatoi che nella rete idrica, ma solo le nuove analisi fissate per stamane potranno confermare se i provvedimenti presi hanno avuto effetto o meno. Si potranno riaprire i rubinetti all’inizio della prossima settimana, tra lunedì e martedì.

Gli operatori sono giustamente preoccupati. Domani il ristorante La Casera aveva in mente di servire crema di finferli e crema di patate e speck, accompagnate da Sauvignon e Cabernet. Nessun problema per i vini, ma «sarebbe un grosso problema, se la situazione non si risolvesse per il meglio», fanno sapere i gestori, «noi ci serviamo di due vasche, di conseguenza in teoria utilizzamo acqua diversa da quella dell’acquedotto, ma ci siamo informati e il divieto di bere e far da mangiare vale anche per noi, purtroppo».

La malga Toront avrebbe messo in conto polenta e schiz con dell’ottimo prosecco di un’azienda agricola, ma la polenta non si fa senza l’acqua: «Non è solo questo il guaio. Abbiamo anche un concerto dei Jpm in cartellone e non sarebbe davvero il massimo non poter utilizzare l’acqua. Ci auguriamo che la questione si risolva nel minor tempo possibile».

Il Comune si è accodato a Gsp e aspetta le controanalisi, prima di dare il via libera. Da parte sua, la Gestione servizi pubblici garantisce fin da ora il massimo impegno, per trovare una soluzione al più presto, anche nell’interesse di chi in Nevegal ci lavora e ha bisogno dell’acqua. Per contro, le analisi dell’Usl sono molto chiare e c’è bisogno di altre verifiche: «Faccio notare che i tempi sono stati velocissimi», premette Monica De Col del Bim Gsp. Sono stati ravvisati dei batteri e occorre assolutamente approfondire la questione, in maniera da poter tornare a bere e a mangiare con la massima tranquillità. Credo che il nulla osta potrà arrivare lunedì pomeriggio, al massimo martedì: i tempi sono questi e non è che si possa mettere in gioco la salute dei cittadini. Siamo stati tempestivi e quello che possiamo promettere è di rispettare questi tempi». (g.s.)

Riproduzione riservata © Corriere delle Alpi