Avanzo di oltre 700 mila euro e rilancio del Museo della bici

. Un bilancio che naviga in acque tranquille e che si traduce in oltre settecentomila euro di avanzo disponibile. Una programmazione triennale che si conferma nelle scelte già intraprese, come nel caso di cultura, sociale e tutela del territorio, e da sondare sul versante urbanistico. Un tributo alla precedente amministrazione che ha lasciato in eredità un Pat sulla pianificazione del quale c’è convergenza fra vecchio e nuovo. A tenere banco all’ultimo consiglio comunale, oltre alla trattazione del dispositivo regionale sulla riduzione del consumo di suolo declinato sulla realtà di Cesio, a cura del progettista Mauro De Conz, sono stati gli assessori con mandato nei vari ambiti amministrativi.
Il museo storico della bicicletta avrà un rilancio importante sia dal punto di vista strutturale che promozionale e gestionale. Eleonora Feltrin, assessore a istruzione e cultura, ha riferito che l’esecutivo Zanella sta lavorando al nuovo bando per l’affidamento del sito con cadenza annuale ma con possibilità di proroga. «Per ottemperare alle prescrizioni della nuova legislazione, sarà costituito un comitato scientifico per la bicicletta, mentre dal punto di vista strutturale, si provvede alla realizzazione di un deposito per riportare in sede i prototipi, alcuni dei quali custoditi provvisoriamente nella vicina casa di riposo», ha detto Feltrin che ha comunicato il rinnovo dei locali assegnati per il doposcuola che riprenderà in settembre, «iniziativa apprezzata e importante che ci ha consentito di salvaguardare l’integrità delle classi».
Sono mediamente quaranta le presenze al Centro diurno per anziani affetti da demenza lieve provenienti anche da Fonzaso e Santa Giustina. Fra le proposte del futuro, ha detto l’assessore alle politiche sociali Martina Stach, c’è quella di «accordarsi con altri comuni per attivare un secondo Centro in modo tale da poter dare respiro ai nostri volontari». L’assessore ha poi evidenziato il decollo di “famiglie in rete” che si è tradotto nella presa in carico di tre minori, in un rapporto di accudimento in contesto di vicinato, «con positivi riscontri, a tre mesi di distanza, da parte di medici e scuole».
Incalzata dal consigliere di minoranza Gianni De Bastiani che ha chiesto lumi sulla convivenza a Pullir dove sono attive due comunità estensive da venti posti letto ciascuna per ex psichiatrici, Martina Stach ha ammesso che «alcuni casi creano qualche problema in paese», così come nelle colonìe in degrado «si è registrata la presenza di sostanze stupefacenti». Ma l’assessore ha anche rilanciato il progetto per la riqualificazione del paese: quello della “fattoria sociale” che, come ha spiegato Stach, consiste nella riconversione di una delle colonìe di proprietà dell’Usl Dolomiti a scopi “riabilitativi” «per persone affette da disturbi del comportamento alimentare, da gioco d’azzardo e da forme di depressione giovanili che inducono all’isolamento. Il progetto potrebbe diventare pilota per il nostro territorio».
Ma c’è da fare i conti con l’oste. A questo proposito è intervenuto il sindaco Carlo Zanella. «Da un paio di anni siamo in contatto con la direzione generale Usl alla quale, finora invano, abbiamo chiesto di rivedere le stime delle colonìe in vendita, ferme a tredici anni fa. Acquistarne una per i soldi che chiedono, è impraticabile. L’obiettivo è quello di arrivare a un compromesso favorevole alla stessa Usl che ora come ora si ritrova edifici che andranno sempre più in degrado». —
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