Asilo Montessori, esposto dei genitori contro il Comune di Cortina

Nel contenzioso per i contributi negati, l’associazione “Facciamo un nido” è sicura:  «Non abbiamo debiti, anzi. Quei soldi ci sono dovuti»
Marina Menardi
L'asilo Montessori di Cortina d'Ampezzo
L'asilo Montessori di Cortina d'Ampezzo

Caso Montessori: parte l’esposto in Procura e al Difensore civico. Ieri la presidente dell’associazione “Facciamo un nido”, Valentina Gasparini, ha depositato al commissariato di Polizia di Cortina d’Ampezzo un esposto indirizzato al procuratore della Repubblica e al garante regionale dei diritti della persona del Veneto (il Difensore civico), firmato dai genitori dei bambini che frequentano il Centro Montessori di Cortina. L’esposto riguarda la mancata erogazione dei contributi al di fuori della causa in corso tra Comune e associazione, cioè quelli dell’anno scorso e di quello in corso.

«Ad ottobre sarebbero dovuti arrivare i contributi dell’amministrazione, ma sono stati bloccati e nemmeno quantificati, nonostante il servizio regolarmente svolto dall’associazione; inoltre il Comune ha bloccato la liquidazione di un contributo di 112.251,92 euro concesso in base alla determina dirigenziale di dicembre 2021 per l’anno scolastico 2021/2022», spiega Gasparini, «il tutto per l’asserito mancato rispetto della clausola del regolamento comunale secondo cui sono esclusi dai contributi i soggetti che si trovino in una situazione debitoria nei confronti dell’Amministrazione stessa».

Situazione in cui l’associazione “Facciamo un nido” però non rientra, come spiegato dalla presidente.

«L’associazione, una volta compensati i debiti con i crediti, vanta oggi una situazione creditoria di almeno 244.616,28 euro, così come certificato in una email dalla stessa responsabile della ragioneria comunale».

Non c’è nemmeno la motivazione dell’occupazionale dell’immobile senza titolo, «usata in maniera impropria per esercitare nei confronti dell’associazione una indebita pressione volta a costringere la scuola a chiudere e agevolare così la liberazione dei locali. Bloccare un pagamento perché l’Amministrazione motu proprio qualifica una terza parte quale debitore è una prevaricazione e un abuso. L’occupazione “senza titolo” non è condizione legale per bloccare l’erogazione dei contributi», scrivono i genitori nell’esposto. Si chiede pertanto al procuratore di Belluno e al Difensore civico di Venezia «un intervento per la liquidazione immediata dei contributi dovuti dal Comune di Cortina a favore di “Facciamo un Nido Aps”».

Gasparini spiega di aver ricevuto ancora a fine novembre una Pec da parte del Comune con una proposta di risolvere la causa in corso con il pagamento degli arretrati per la locazione dell’immobile, compresi quelli prescritti dal giudice nella sentenza di primo grado per gli anni dal 2012 al 2015, e il rilascio dell’immobile; il Comune avrebbe così subito sbloccato i 244 mila euro di cui l’associazione è creditrice, più l’erogazione dei contributi successivi.

«Noi non abbiamo subito accettato perché saremmo dovuti andare via, mentre dovevamo arrivare alla fine dell’anno scolastico. Abbiamo inviato la nostra accettazione via Pec lo scorso 30 marzo. In tutta risposta è arrivata la richiesta di rilascio urgente dell’immobile entro il 9 giugno. Contemporaneamente il segretario comunale ha inviato la lettera di messa in mora agli ex amministratori per il pagamento dei canoni prescritti, che non ha senso, visto che noi avevamo già accettato di pagarli».

Non si molla nemmeno di fronte all’ingiunzione di lasciare i locali.

«I genitori sono combattivi, non vogliono assolutamente mollare. Alcuni di loro sono andati in Comune per parlare con il sindaco Lorenzi, ma non sono stati nemmeno ricevuti e tantomeno richiamati. La mamma di tre ex alunne che hanno frequentato tutti e tre gli stadi del Centro (dal nido alla scuola elementare, ndr) si è piantonata davanti all’ufficio del sindaco per avere un colloquio anche breve, che ha ottenuto ma trovando di fronte a sé un muro su tutti i fronti. I genitori si sono rivolti anche al segretario comunale, che però si trova a Cortina solamente un giorno alla settimana e quindi è difficile da intercettare».marina menardi

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