Condannato per prostituzione e pornografia minorile: bloccato per strada e arrestato

L’uomo, di 32 anni, era condannato per dei reati commessi nel Trevigiano tra il 2019 e il 2022. Gravitava nel Coneglianese, ma è stato fermato a San Pietro di Cadore. L’uomo è stato portato in carcere a Baldenich, dove sconterà la pena di 4 anni e 4 mesi

Alessia Forzin
L'uomo è stato arrestato dagli agenti della squadra mobile della Questura di Belluno
L'uomo è stato arrestato dagli agenti della squadra mobile della Questura di Belluno

Condannato per prostituzione minorile e pornografia minorile, un trevigiano poco più che trentenne si era reso irreperibile. È stato arrestato a San Pietro di Cadore dagli agenti della squadra mobile della Questura di Belluno, che lo hanno trovato nella mattinata di venerdì 14 agosto.

L’uomo non ha opposto resistenza: è stato arrestato e portato in carcere a Baldenich, dove sconterà la pena di 4 anni e 4 mesi, alla quale è stato condannato dal Tribunale di Venezia.

La condanna

Proprio l’ufficio Esecuzioni penali del Tribunale di Venezia aveva emesso il provvedimento di carcerazione per il trevigiano, classe 1994, ritenuto responsabile del reato di prostituzione minorile (condotta che riguarda il reclutamento, il favoreggiamento, l’organizzazione della prostituzione di minorenni) e di pornografia minorile, reato che punisce la condotta di chi offre o cede a terze persone materiale pornografico di minorenni. Reati gravissimi, che l’uomo aveva commesso nel Trevigiano tra il 2019 e il 2022.

Le indagini

Le indagini sono state svolte dalla polizia giudiziaria trevigiana e hanno portato ad accertare condotte gravissime da parte dell’uomo.

Proprio la particolare gravità dei reati commessi hanno reso necessaria un’ulteriore intensificazione dei controlli del territorio da parte degli agenti della squadra mobile di Belluno, che la mattina del 14 agosto hanno fermato l’uomo a San Pietro di Cadore, zona di residenza, nonostante fosse irreperibile.

Le ricerche

Dagli accertamenti svolti si pensava che l’uomo vivesse a Conegliano, luogo in cui gravitava il suo centro di interessi, e infatti le ricerche si sono svolte in sinergia con il commissariato di polizia del territorio. Ma sono stati gli agenti bellunesi a trovarlo.

Nella serata del 13 agosto la questura di Belluno ha ricevuto il provvedimento emesso dal tribunale di Venezia e subito è stato disposto un rafforzamento dei controlli sul territorio, già intensificati nel periodo di agosto, quando nel Bellunese arrivano i turisti e le forze dell’ordine aumentano i presidi per ragioni di sicurezza. Sapere che in provincia poteva aggirarsi un uomo condannato per reati tanto gravi ha fatto alzare ulteriormente l’asticella.

L’arresto

Le doti investigative e la conoscenza del territorio degli agenti della squadra mobile, guidata dalla dirigente Cristina Rizzo, hanno consentito di individuare e fermare l’uomo nella mattinata di venerdì 14 agosto.

L’attenzione è stata massima, vista la gravità dei reati per i quali l’uomo è stato condannato. Il trevigiano è stato trovato nel giro di poche ore: dalla serata del 13 alla mattinata del 14. Un’operazione lampo, che ha permesso di eseguire l’ordine di carcerazione e di assicurare alla giustizia una persona condannata per reati molto gravi. Il trevigiano è stato nella casa circondariale di Baldenich per scontare la pena.

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