Altolà al Governo «Giù le mani dai canoni idrici»

La richiesta di Svaluto Ferro a nome dei colleghi sindaci ai parlamentari Borghi e Piccoli per salvare le terre alte
Di Paola Dall’anese

BELLUNO. «Chiediamo un impegno su tre fronti all’onorevole Enrico Borghi e al senatore Giovanni Piccoli, rispettivamente presidente e vice presidente dell’Intergruppo parlamentare per le terre alte». A prendere la parola nel corso dell’incontro organizzato dal Centro Studi bellunese per presentare il secondo Rapporto Montagne Italia 2016 è stato il sindaco di Perarolo, Pierluigi Svaluto Ferro. «Per prima cosa vorremmo che Borghi facesse rientrare tutto il sistema montagna, quindi l’intera provincia di Belluno, nelle cosiddette “aree interne” e non solo le zone del Comelico e dell’Agordino. Inoltre», ha proseguito Svaluto Ferro, «vorremo che i sovracanoni idrici (pagati dagli impianti di potenza nominale media superiore a 220 kW agli enti del bacino imbrifero montano) non rientrassero nei “Pagamenti dei servizi ecosistemici e ambientali” (Psea), altrimenti rischiamo che vadano persi».

I pagamenti dei servizi ecosistemici - inseriti nel collegato Ambiente e mancanti dei decreti attuativi - rientrano nel meccanismo che prevede che ogni utilizzo di elementi naturali (come l’acqua tramite le centraline o il bosco per la produzione di ossigeno) sia pagato dall’utilizzatore al produttore. E i sovracanoni idroelettrici sono oggi in questa provincia l’unico esempio di Psea. «L’idea del Governo», precisa il senatore Piccoli, che si dice totalmente contrario a questa ipotesi, «è che questi pagamenti confluiscano in un fondo comune nazionale, ciò significa che tali soldi non tornerebbero più al territorio produttore, cioè alla montagna».

«Per questo chiediamo che almeno i sovracanoni vengano tolti dai Psea», ribadisce il sindaco di Perarolo. Che poi passa a illustrare la terza richiesta ai parlamentari a tutela della montagna: «Con il decreto del 2006 per l’utilizzo del deflusso minimo vitale, le società idroelettriche sono costrette a rilasciare più acqua e quindi stanno chiedendo la restituzione di una percentuale dei canoni già pagati e un ricalcolo sulle potenze nominali. Vorremmo che Borghi e Piccoli pensassero ad aumentare il valore del canone idrico che spetta al territorio o facessero in modo che le società elettriche non debbano rivendicare alcunché dal Consorzio Bim e dalla Provincia. In caso contrario, i due enti si troverebbero a dover restituire almeno due milioni di euro ciascuno».

Le tre richieste sono state accolte dai due parlamentari, che ora dovranno portarle in seno all’Intergruppo per discuterne.

Pochi i sindaci che hanno assistito ieri mattina alla presentazione del Rapporto (poco più di una ventina), cosa che è stata rilevata con rammarico e stupore dal primo cittadino di San Gregorio nelle Alpi, Nicola Vieceli. «È un’occasione persa per gli amministratori», ha detto Vieceli. «Quando mai potrà capitare di avere insieme il presidente e il vice presidente dell’Intergruppo per le terre alte?», si chiede anche Svaluto Ferro, che si è detto contento dell’incontro svoltosi a Villa Carpenada a Mier.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Riproduzione riservata © Corriere delle Alpi